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NBA, 9 aprile 2019: i Jazz battono i Nuggets, serata d’addio per Wade e Nowitzki

Gli Utah Jazz battono i Denver Nuggets, lasciando ancora aperto il discorso secondo posto ad Ovest. Dwyane Wade e Dirk Nowitzki danno l'addio al basket davanti al pubblico di casa, con i dovuti tributi ed onori.

Basket
Pubblicato il 10 aprile 2019, alle ore 15:09

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NBA, 9 aprile 2019: i Jazz battono i Nuggets, serata d’addio per Wade e Nowitzki

Nella notte della NBA di martedì 9 aprile 2019 si sono giocate undici partite.
Gli Utah Jazz battono i Denver Nuggets per 118-108, con un buon primo tempo da parte di Utah, il ritorno di Denver nei primi minuti del terzo quarto e di nuovo il dominio dei padroni di casa fino al termine dell’incontro. Utah firma definitivamente il quinto posto ad Ovest con i 46 punti, 7 rimbalzi e 4 assist di un magico Donovan Mitchell, per i Nuggets, la cui seconda posizione è ancora vacante, Malik Beasley centra 25 punti.

I Miami Heat vincono sui Philadelphia 76ers per 122-99: è la sera dell’addio di Dwyane Wade, che parte titolare per la prima volta in stagione, ricevendo il tributo del pubblico degli Heat, con i quali ha giocato 14 stagione e mezzo su 16 totali, e firma una grande prova da 30 punti, 3 assist e 3 rimbalzi, con dei Sixers che hanno contribuito al tributo a Wade difendendo poco e male: prestazione scialba di tutta la squadra.

I Dallas Mavericks sconfiggono i Phoenix Suns (19 vittorie, 63 sconfitte) per 120-109: qui il tributo è per Dirk Nowitzki, alla sua ultima gara in casa dopo 21 straordinarie stagioni, tutte con la maglia blu dei texani. Dirk gioca una grande partita, praticamente contro il solo Jamal Crawford, che per i Suns, ultimi ad Ovest, si scatena con 51 punti, 5 assist e 5 rimbalzi dalla panchina. Per Dirk Nowitzki ci sono 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist.

Gli Oklahoma City Thunder sconfiggono alla sirena gli Houston Rockets (53 V, 29 P) per 112-111: nella partita-sfida tra Russell Westbrook (Oklahoma City, 29 punti, 12 rimbalzi e 10 assist) e James Harden (Houston, 39 punti, 10 rimbalzi e 3 assist) si intromette Paul George (Oklahoma City, 27 punti, 9 rimbalzi e 3 assist) che, da fenomeno quale è, centra la tripla che vale la vittoria per i Thunder, che salgono al sesto posto ad Ovest, mentre Houston rischia di perdere anche la terza posizione nella stessa conference.

NBA: le altre partite

I Portland Trail Blazers la spuntano in casa dei Los Angeles Lakers (37 V, 45 P) per 104-101: prima della gara Magic Johnson annuncia le dimissioni da presidente dei Lakers, senza alcun segnale premonitore. La gara invece è equilibrata e ad evitare l’overtime ci pensa Maurice Harkless, che con una tripla sulla sirena dona il successo ai Trail Blazers, con anche una grande prova da 26 punti e 8 rimbalza. Per Los Angeles si chiude una stagione amara con i 32 punti, 8 assist e 5 rimbalzi di Kentavious-Caldwell Pope.

I Detroit Pistons sottomettono i Memphis Grizzlies per 101-93: vincendo questa partita in rimonta e trionfando anche nell’ultima gara di domani, i Pistons saranno ai playoff a scapito dei Charlotte Hornets, che per ora lasciano questo discorso ancora aperto fino all’ultimo. Nei pistoni del Michigan Andre Drummond marca 20 punti e 17 rimbalzi, per Memphis Delon Wright acchiappa 15 punti e 9 rimbalzi.

I Charlotte Hornets trionfano sul campo dei Cleveland Cavaliers (19 V, 63 P) per 124-97: solo Charlotte ha obiettivi da perseguire e lo si nota dal primo all’ultimo minuto, con un monologo degli azzurri, che rimangono in corsa ancora per la postseason, a patto di vincere l’ultima partita e che i Pistons perdano. Per Charlotte Kemba Walker mette insieme 23 punti, 7 assist e 3 rimbalzi, i Cavs chiudono una stagione disastrosa.

I Boston Celtics (49 V, 33 P) vincono sul parquet dei Washington Wizards (32 V, 50 P) per 116-110. La vittoria dà a Boston il quarto posto ad Est ed il fattore campo contro Indiana al primo turno, con un’imperiosa rimonta tra il terzo ed il quarto periodo e con Terry Rozier che marca 21 punti, 4 assist e 4 rimbalzi, mentre per i Wizards, in un’annata da promesse non mantenute, ma anche dai tanti infortuni, Tomas Satoransky centra 19 punti, 5 rimbalzi e 4 assist.

I Golden State Warriors superano in trasferta i New Orleans Pelicans (33 V, 49 P) per 112-103: i capoclassifica ad Ovest giocano in scioltezza, mantenendo più o meno la parità per tre quarti e nei minuti finali conficcare il coltello nel petto degli avversari, colpendo a morte i Pelicans. Per i guerrieri DeMarcus Cousins ottiene 21 punti, 12 rimbalzi e 6 assist, per New Orlenas ci sono i 30 punti e 7 rimbalzi di Jahlil Okafor, una stagione sotto la sufficienza fino all’affare mancato Davis-Lakers, gestito malissimo e con la franchigia affondata in classifica.

I Toronto Raptors (58 V, 24 P) vincono sul parquet dei Minnesota Timberwolves per 120-100: compito semplice per i Raptors che, già certi del secondo posto ad Est, sono tranquilli e sereni e dal terzo quarto in poi fanno quello che vogliono sul campo, portando a canestro Chris Boucher dalla panchina con 15 punti e 13 rimbalzi, per Minnesota Gorgui Deng centra 16 punti, 7 rimbalzi e 5 assist.

I New York Knicks si impongono sul parquet dei Chicago Bulls per 96-86: partita a punteggio medio-basso, non ricca di spunti tecnici, con il vantaggio più o meno copioso mantenuto sempre dai newyorkesi, che portano a canestro Dennis Smith Jr. con 25 punti e 5 assist, nei Bulls Ryan Arcidiacono marca 14 punti, 6 rimbalzi e 3 assist.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Le ultime sentenze della classifica sono tutte rimandati a domani, quindi oggi posso rendere i giusti omaggi a Dwyane Wade e Dirk Nowitzki, due leggende della NBA e delle rispettive squadre, i Miami Heat ed i Dallas Mavericks, che hanno dominato i due ultimi decenni e che si sono sfidati anche per due finali, nel 2006 e nel 2011, dove hanno sempre vinto gli sfavoriti, nella prima gli Heat sul talentuoso gruppo di Dallas e, nel secondo caso, i Mavericks con la vittoria contro ogni pronostico contro la Miami del big three Wade-James-Bosh. Wade ha anche vinto il titolo nel 2012 e nel 2013, ma entrambi i giocatori rimarranno per sempre nei cuori di tutti i tifosi, anche di quelli delle franchigie avversarie, come hanno testimoniato nel corso dell'ultima stagione. Infine, un occhio alle dimissioni da presidente dei Lakers di Magic Johnson, giunte a sorpresa: l'ultimo tassello di un'annata fallimentare cominciata con i sogni di gloria con l'arrivo di LeBron e chiusi nel più totale anonimato di classifica.

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