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NBA, 31 gennaio 2019: due big match a favore dei Bucks e dei 76ers in casa Raptors e Warriors

I Milwaukee Bucks si confermano in prima posizione battendo i Toronto Raptors, allontanandosi sia dai canadesi che dai Golden State Warriors: i Philadelphia 76ers passano nella baia di San Francisco.

Basket
Pubblicato il 1 febbraio 2019, alle ore 11:04

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NBA, 31 gennaio 2019: due big match a favore dei Bucks e dei 76ers in casa Raptors e Warriors

Nella notte della NBA di giovedì 31 gennaio 2019 si sono disputate sei partite.
I Milwaukee Bucks trionfano sul parquet dei Toronto Raptors per 105-92: lo scontro tra le prime due forze della Eastern Conference si conclude con il successo dei Milwaukee Bucks, che comandano addirittura di 24 punti nel quarto periodo e così possono controllare gli avversari fino alla fine. Milwaukee stacca tutti al primo posto assoluto, con 8 vittorie nelle ultime 10 gare: sette giocatori in doppia cifra per i primi, nei Raptors Pascal Siakam ottiene 28 punti, 3 rimbalzi e 3 assist.

I Philadelphia 76ers battono fuori casa i Golden State Warriors per 113-104: i guerrieri sono avanti all’intervallo, ma la ripresa è tutta a favore di Philadelphia, che tiene bene in difesa, non fa superare, come sono soliti i Warriors, quota 110 punti e vincono un incontro importante per avvicinarsi addirittura al secondo posto ad Est. Nei Sixers un super Joel Embiid marca 26 punti, 20 rimbalzi e 5 assist, ma uno straordinario Stephen Curry centra una prestazione da 41 punti, 6 assist e 4 rimbalzi per Golden State.

NBA, le altre partite

I San Antonio Spurs sconfiggono i Brooklyn Nets per 117-114: bellissima gara tra due squadre in grande forma, San Antonio riesce a reggere nell’ultimo minuto la pressione degli avversari ed incamera una vittoria per consolidare la zona playoff, con Derrick White che fa suoi 26 punti, 6 assist e 3 rimbalzi. Per i Nets D’Angelo Russell acchiappa 25 punti, 9 assist e 5 rimbalzi.

I Los Angeles Lakers vincono al supplementare in casa dei Los Angeles Clippers per 123-120. Il rientro di LeBron James coincide con una vittoria fondamentale per i lacustri, che strappando il successo dopo l’overtime, si portano ad una sola vittoria di distacco dall’ottavo posto occupato proprio dai velieri, perciò un successo che vale doppio. LeBron James marca per i Lakers 24 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, nei Clippers Lou Williams firma dalla panchina 24 punti, 6 assist e 3 rimbalzi.

Gli Orlando Magic sconfiggono gli Indiana Pacers per 107-100: i Magic approfittano del momento no dei gialli di Indianapolis e, più liberi dal punto di vista mentale, acquisiscono nel quarto periodo una vittoria che li riporta più nei pressi della postseason. Indiana è già alla quarta sconfitta consecutiva, serie che coincide proprio con l’infortunio di Oladipo.

I Detroit Pistons abbattono i Dallas Mavericks per 93-89: la squadra texana, che nella notte ha ceduto Jordan, Smith Jr. e Matthews ai New York Knicks in cambio di Porzingis, Hardaway Jr., Burke e Lee, viene battuta, seppur rimaneggiata, solo negli ultimi minuti, con dei Pistons che ritrovano fiducia per l’obiettivo postseason.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Le vittorie dei Bucks e dei 76ers sono fondamentali e ridisegnano una Eastern Conference ancora più combattuta, lasciando i Warriors a portata di tiro dei Nuggets. Ma la notte è stata sconvolta dalla mega trade a sorpresa tra i New York Knicks, che ricevono DeAndre Jordan, Dennis Smith Jr. e Wesley Matthews, ed i Dallas Mavericks, che acquisiscono Kristaps Porzingis, Tim Hardaway Jr., Trey Burke e Courtney Lee. Tutto ciò merita una riflessione: la trade, secondo me, ha un senso solo per i Knicks, che acquisiscono un grande difensore come Jordan, un giovane di grande talento come Smith Jr. ed un'alternativa come Matthews. In cambio i Mavericks, invece, ricevono un Porzingis ora infortunato, più tre giocatori poco avvezzi alla difesa, che fra l'altro calpesteranno i piedi facilmente a Luka Doncic. I Knicks, in più, hanno mandato via giocatori poco motivati, stanchi di perdere e pure svogliati: questo è il perché New York ne gioverà, specie l'anno prossimo.

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