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NBA, 31 dicembre 2018: gli Spurs battono i Celtics, il ciclone Harden si abbatte sui Memphis Grizzlies

I San Antonio Spurs sconfiggono in una partita fra due grandi i Boston Celtics. James Harden firma 43 punti ed una tripla doppia che permette ai Rockets di abbattere i Grizzlies.

Basket
Pubblicato il 1 gennaio 2019, alle ore 17:23

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NBA, 31 dicembre 2018: gli Spurs battono i Celtics, il ciclone Harden si abbatte sui Memphis Grizzlies

Nella notte della NBA di lunedì 31 dicembre 2018 si sono disputati sette incontri.
I San Antonio Spurs sconfiggono i Boston Celtics per 120-111; il primo tempo viene comandato dai Celtics, senza sfondare; nel secondo tempo cambia tutto, San Antonio prende subito il vantaggio e vi rimane appesa fino alla fine, centrando la vittoria numero 21 a fronte di 17 sconfitte. Tocca a LaMarcus Aldridge che ottiene un totale di 32 punti, 9 rimbalzi e 5 assist. Nei Celtics, Jaylen Brown fa suoi 30 punti e 4 rimbalzi.

Gli Houston Rockets battono i Memphis Grizzlies per 113-101 grazie alla ottava prestazione consecutva da record di James Harden che, oltre alla quota incredibile di 43 punti, fissa anche 13 assist e 10 rimbalzi, quindi una tripla doppia spaventosa. Il “Barba” spinge così i Rockets fin da subito ad un vantaggio nettissimo che accantona i Grizzlies lontano da ogni possibilità di rimonta. La squadra del Tennessee in questo momento è fuori dalla zona verde.

NBA: le altre partite della notte

Gli Indiana Pacers vincono sugli Atlanta Hawks per 116-108. I falchi della Georgia, giocando con scioltezza, cercano di strappare la terza vittoria consecutiva, ma Indiana si dimostra superiore e nel secondo tempo legittima il vantaggio con un’ottima prestazione, arrivando a 25 vinte e 12 perse e continuando a navigare nelle parti più nobili della classifica. Come al solito tutti i giocatori dei Pacers si distinguono per aver contribuito ad una buona prova della squadra, mentre Atlanta pare convincere ma non vince.

Gli Oklahoma City Thunder abbattono i Dallas Mavericks per 122-102. Fin da subito si comprende che questa è la partita giusta per i Thunder e quella sbagliata per i Mavericks, Oklahoma City domina piuttosto indisturbata e gli avversari non hanno mai una vera chance per avvicinarsi alla parità. Russell Westbrook afferma per i Thunder l’ennesima tripla doppia stagionale, marcando un totale di 32 punti, 11 assist e 11 rimbalzi.

I Golden State Warriors sferzano via fuori casa i Phoenix Suns per 132-109. Per un quarto e mezzo Phoenix lotta alla pari con i campioni in carica, poi emergono le nette differenze tra le due squadre e Golden State si impone con un punteggio che non lascia spazio a discussioni. I Warriors sono al secondo posto della Western Conference, ad un passo dai Nuggets capolista, i Suns permangono all’ultimo posto ad Ovest.

I Charlotte Hornets volano tranquilli contro gli Orlando Magic per 125-100: con tre quarti di grande equilibrio, nessuno si aspetterebbe che qualcuno possa vincere facilmente, invece Charlotte è padrona del quarto periodo e vince con autorità e 25 punti di margine. Sia Charlotte che Orlando navigano sul limite della zona playoff, in perenne precario equilibrio, sul filo del rasoio.

I New Orleans Pelicans battono i Minnesota Timberwolves per 123-114: nel finale la partita si apre ad ogni possibile risultanza, ma New Orleans prende lo spunto giusto ed i canestri decisivi per chiudere la disputa a proprio favore. Senza Davis in gara, Julius Randle prende il ruolo da protagonista per i Pelicans e segna 33 punti, 11 rimbalzi e 3 assist, tra i Timberwolves c’è Karl-Anthony Towns che completa 28 punti, 17 rimbalzi e 6 assist.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - I San Antonio Spurs stanno vivendo una stagione enigmatica, ma con alcuni punti da fissare con chiarezza: con 21 vittorie e 17 sconfitte, la squadra di coach Popovich sta comunque disputando un'annata convincente, che in tante altre stagioni sarebbe indirizzata verso una conquista probabile dei playoff, non quest'anno, con tantissimo equilibrio nella conference di appartenenza. Il primo anno senza il magico trio Parker-Ginobili-Duncan, in più senza Leonard e Green, non ha avuto particolari impatti e la squadra è stata rifondata sia su elementi di esperienza che con giovani talenti migliorati nel corso del tempo. Infine, il coach che da ventuno anni sta sulla panca degli speroni dà sempre quel qualcosa in più ad una squadra altrimenti forte, ma come tante altre. Gli Spurs, insomma, avranno il loro ruolo da protagonista anche quest'anno.

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