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NBA, 29 marzo 2019: i Nuggets vincono in casa dei Thunder, Minnesota regola Golden State all’overtime

I Nuggets, dopo la batosta contro i Rockets, vincono con superiorità in casa dei Thunder. I Minnesota Timberwolves superano al supplementare i Golden State Warriors.

Basket
Pubblicato il 30 marzo 2019, alle ore 20:17

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NBA, 29 marzo 2019: i Nuggets vincono in casa dei Thunder, Minnesota regola Golden State all’overtime

Nella notte della NBA di venerdì 29 marzo 2019 si sono giocate sei partite.
I Denver Nuggets superano in trasferta gli Oklahoma City Thunder per 115-105: partita in equilibrio per la prima metà di gara, nella seconda basta un vantaggio ora sopra, ora sotto i dieci punti, per dare a Denver la vittoria che serve a superare lo shock della terribile sconfitta contro i Rockets della sera precedente. Per i Nuggets va a segno un Jamal Murray particolarmente in forma nelle ultime gare, con 27 punti, 9 assist e 5 rimbalzi, i Thunder rimangono inchiodati in ottava posizione ad Ovest, con Russell Westbrook che centra 27 punti, 9 rimbalzi e 9 assist.

I Minnesota Timberwolves scavalcano al supplementare i Golden State Warriors per 131-130: sono i Warriors a perdere in sostanza la gara, ad inizio del terzo quarto godevano di 19 punti di scarto, ma in pochi minuti Minnesota recupera tutto fino al supplementare. Golden State si fa male ancora: un fallo evitabile di Durant a mezzo secondo dalla fine regala agli Wolves due tiri liberi, di cui ne basta uno realizzato per vincere. Nei Timberwolves Andrew Wiggins sigla 24 punti, 9 rimbalzi e 3 assist, per Golden State Stephen Curry fissa 37 punti, 5 assist e 3 rimbalzi.

NBA: le altre partite

I Boston Celtics battono gli Indiana Pacers per 114-112, con un finale di gara emozionante, ricco di colpi di scena e con Boston che timbra il successo per un soffio, appena in tempo per evitare l’ultimo assalto di Indiana e superare proprio la squadra in giallo in classifica: con ogni probabilità questa sfida si replicherà al primo turno dei playoff. Nei Celtics Kyrie Irving domina con 30 punti e 5 assist, Indiana non gode di un buon momento, con Bojan Bogdanovic che segna comunque 27 punti.

I Portland Trail Blazers irrompono in trasferta contro gli Atlanta Hawks per 118-98: Portland spinge e guida con moderatezza per due quarti e mezzo, poi piazza l’accelerazione che lascia molto indietro Atlanta e che vale l’ottima terza posizione ad Ovest. I Blazers cercano continuità da portare nei playoff, con un fantastico Damian Lillard da 37 punti, 6 assist e 3 rimbalzi, per Atlanta il rookie Trae Young mette insieme 26 punti, 9 rimbalzi e 7 assist.

Gli Utah Jazz sconfiggono i Washington Wizards per 128-124: grande show e spettacolo, anche perchè i Wizards tornano in gara negli ultimi minuti, vendendo cara la pelle ai Jazz, che devono sudare parecchio per strappare una vittoria, la quarta di fila e la nona nelle ultime dieci partite, che finalmente vede il grandissimo potenziale di Utah nel pieno fulgore; Donovan Mitchell è immarcabile e segna 35 punti, 5 assist e 5 rimbalzi, Bradley Beal accaparra invece per Washington 34 punti, 6 assist e 3 rimbalzi.

I Los Angeles Lakers strapazzano i Charlotte Hornets per 129-115: i Lakers si impongono nel corso della gara, fino a conservare il vantaggio senza problemi nell’ultimo quarto, con la conseguenza della terza vittoria nelle ultime quarte gare. I Lakers hanno trovato risultati proprio dopo l’esclusione matematica dalla postseason e LeBron James marca 27 punti, 9 assist e 3 rimbalzi, per gli Hornets, che rischiano molto in chiave playoff, Kemba Walker fa suoi 24 punti e 6 assist.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Le sfide chiave di questa serata di venerdì riaprono per la non più numerabile volta la corsa al primo posto della Western Conference tra i Golden State Warriors ed i Denver Nuggets, con i guerrieri avanti per gli scontri diretti a favore. I Nuggets compierebbero un passo in avanti significativo conquistando la prima posizione, per avere il fattore campo almeno fino alla possibile finale NBA, ed incontrare ora i Thunder in crisi o gli Spurs, forti ma non quelli degli anni più fulgidi, significherebbe avere una discreta garanzia di passare almeno il primo turno. Per Golden State le cose sono diverse, con la squadra che hanno a disposizione, primi o secondi conta poco, hanno come al solito le chance di arrivare fino al traguardo massimo, come gli anni scorsi insegnano.

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