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NBA, 26 marzo 2019: scontro fra candidati MVP, i Bucks stendono i Rockets

La grande partita tra i Bucks di Antetokounmpo ed i Rockets di Harden viene vinta da Milwaukee, vicinissima al primato matematico e fattore campo nei playoff. I Nuggets ribaltano i Pistons.

Basket
Pubblicato il 27 marzo 2019, alle ore 21:36

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NBA, 26 marzo 2019: scontro fra candidati MVP, i Bucks stendono i Rockets

Nella notte della NBA di martedì 26 marzo 2019 si sono giocate dieci gare.
I Milwaukee Bucks stendono gli Houston Rockets per 108-94: lo scontro tra i due candidati MVP della stagione, Giannis Antetokounmpo (Bucks) e James Harden (Rockets) viene vinto dal primo e dalla sua squadra, Milwaukee, che nel primo tempo soffre ma che nella ripresa si rende letale nei confronti della difesa dei rossi, che cede facilmente. I Bucks sono vicinissimi al primato assoluto matematico e dal fattore campo nei playoff, con Eric Bledsoe che sigla un totale di 23 punti, 7 assist e 3 rimbalzi. James Harden marca per i Rockets 23 punti, 10 rimbalzi e 7 assist.

I Denver Nuggets sconfiggono i Detroit Pistons per 95-92: sotto anche di 27 punti, Detroit si rende protagonista di una meravigliosa rimonta, si avvicina al pareggio, ma proprio all’ultimo manca l’aggancio che avrebbe reso necessario il supplementare. Denver aggancia di nuovo Golden State al primo posto ad Ovest, con un superbo Jamal Murray da 33 punti, 5 assist e 3 rimbalzi. Detroit ora rischia anche di perdere la zona playoff, per i suoi colori si esprime al meglio Blake Griffin con 29 punti, 15 rimbalzi e 5 assist.

I Los Angeles Clippers trionfano sul campo dei Minnesota Timberwolves per 122-111: con la vittoria in Minnesota, i velieri losangelini conquistano matematicamente i playoff, al termine di una partita dominata in lungo ed in largo e con un borsino da 45 vittorie e 30 sconfitte di tutto rispetto. Nei Clippers è sempre più determinate il nostro Danilo Gallinari, con una prestazione da 25 punti, 10 rimbalzi e 4 assist. Karl-Anthony Towns mette nel tabellino 24 punti, 13 rimbalzi e 3 assist.

NBA: le altre partite della notte

I Charlotte Hornets battono i San Antonio Spurs al supplementare per 125-116: i calabroni azzurri pungono per tutta la partita gli avversari, ma è necessario un tempo supplementare per sancire la vittoria; la rincorsa playoff è ancora lunga, ma l’aggancio ora è anche più probabile, con la quarta vittoria consecutiva. Kemba Walker travolge tutti per Charlotte con 38 punti, 11 assist e 9 rimbalzi, negli Spurs DeMar DeRozan fissa 30 punti, 8 rimbalzi e 4 assist.

Gli Orlando Magic superano i Miami Heat in trasferta per 104-99 ed ottengono una vittoria forse decisiva per la zona playoff, fermando gli Heat e superandoli, raggiungendo quell’ottavo posto ad Est cruciale per far proseguire la propria stagione nelle sfide da dentro o fuori. Magic incalzanti nel quarto periodo e superiori nel momento clou della gara, con uno straordinario Nikola Vucevic da 24 punti, 16 rimbalzi e 5 assist. Per Miami Dion Waiters ottiene 26 punti.

I Toronto Raptors sopravanzano i Chicago Bulls per 112-103, controllando bene il risultato sostanzialmente dalla fine del primo quarto in poi, non lasciando varchi aperti alla rimonta dei tori in rosso, che non hanno mai trovato una vera strada per una rimonta. Toronto difende egregiamente la propria seconda piazza ad Est, trovando dalla panchina un ottimo rendimento da Norman Powell (20 punti, 3 rimbalzi e 3 assist). Per i Bulls Wayne Selden totalizza 20 punti.

I Boston Celtics vincono in casa dei Cleveland Cavaliers per 116-106: finalmente i verdi ritrovano il successo, anche se non tutti i problemi sono risolti, visto che gli inferiori Cavs hanno raggiunto più volte la parità, anche nel quarto periodo, e solo uno sforzo ulteriore dei Celtics ha permetto di prendersi il punto, con i 21 punti, 6 rimbalzi e 4 assist di Marcus Smart, nei cavalieri Collin Sexton firma 24 punti e 3 assist.

I Sacramento Kings espugnano il parquet dei Dallas Mavericks per 125-121, dopo un incontro acceso, vivo e vibrante, senza un pronostico credibile ed un vincitore fino alla sirena; i Kings rimangono solo ancora virtualmente in lotta per la postseason, con un ottimo De’Aaron Fox che centra 23 punti, 8 assist e 5 rimbalzi, mentre un sempre incredibile Luka Doncic ottiene nei Mavericks una tripla doppia da 28 punti, 12 assist e 12 rimbalzi.

I Los Angeles Lakers distruggono i Washington Wizards per 124-106 e con questa sconfitta svaniscono in modo definitivo le speranze di playoff dei maghi; i lacustri invece ritrovano due vittorie di fila dopo circa due mesi che questo non accadeva più e ritrovano un buon gioco, contro un avversario però sempre perforabile in fase difensiva. LeBron James centra per i Lakers 23 punti, 14 assist e 7 rimbalzi, per i Wizards Bradley Beal accumula 32 punti e 5 rimbalzi.

Gli Atlanta Hawks vincono in casa dei New Orleans Pelicans per 130-120: prova decisa e di ottimo grado di Atlanta, che dopo pochi minuti è avanti e tiene stretto il vantaggio fino all’ultimo, con la terza vittoria consecutiva ed un Trae Young inarrestabile da 33 punti e 12 assist. Crollo totale dei Pelicans: un solo successo nelle ultime dieci partite; Julius Randle raccoglie 24 punti, 9 rimbalzi e 5 assist.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Se nei giorni scorsi parlavamo del fallimento dei Los Angeles Lakers, oggi si debbono spendere due parole anche per il disastro in casa New Orleans Pelicans: dalle semifinali di conference dello scorso anno e con una rosa rinforzata in alcuni punti, tutti si attendevano un bis, forse anche un miglioramento, invece le cose sono state subito complicate e con il rifiuto di rinnovo della stella Anthony Davis si è aperto il caos, legato a stretto filo proprio con i Lakers, per la trattativa infinita e mai portata a termine per la cessione del fuoriclasse. Il finale è ancora più tetro, con un affondo in classifica non pronosticabile ai nastri di partenza. Le colpe sono di tutti, sia di Davis, che ha destabilizzato l'ambiente, sia della dirigenza, che di molti giocatori, con rendimento molto alterno. L'unico che non ha colpe, a mio parere, è l'ottimo tecnico Alvin Gentry che però, per assurdo, potrebbe essere il primo e l'unico a pagare questa disfatta.

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