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NBA, 22 marzo 2019: Rockets vincenti con Harden stellare, 61 punti con gli Spurs stesi

James Harden firma 61 punti contro i San Antonio Spurs, sbaragliando gli avversari e pareggiando il record personale di punti in una partita. I Milwaukee Bucks distruggono i Miami Heat.

Basket
Pubblicato il 23 marzo 2019, alle ore 23:00

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NBA, 22 marzo 2019: Rockets vincenti con Harden stellare, 61 punti con gli Spurs stesi

Nella notte della NBA di venerdì 22 marzo 2019 si sono giocate sette partite.
Gli Houston Rockets mandano ko i San Antonio Spurs per 111-105. James Harden firma un’ulteriore prova stellare, probabilmente la più fulgida della stagione, con il campo trasformato nel giardino di casa per i suoi tiri a canestro, centrando 61 punti e 7 rimbalzi, firmando fra l’altro 15 dei 20 punti finali che decidono la partita. San Antonio cede di fronte al fenomeno dei rossi e Bryn Forbes fa suoi 20 punti e 5 rimbalzi.

I Milwaukee Bucks sbaragliano i Miami Heat per 116-87: il successo totale di Milwaukee regala una buona fetta di prima piazza assoluta con Miami che non riesce a fare nulla, specie nel momento in cui i Bucks hanno spinto sull’acceleratore. I Bucks portano a canestro Giannis Antetokounmpo con un punteggio di 27 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, Miami vede vicinissimi in graduatoria i cugini di Orlando.

Gli Oklahoma City Thunder stendono fuori casa i Toronto Raptors per 116-109: ritorno al successo per Oklahoma City proprio in casa di una delle squadre più forti della lega. Toronto si ritrova sorpresa negli ultimi minuti di partita dalla reazione decisa dei Thunder, che riportano ai riflettori Russell Westbrook che centra la tripla doppia da 18 punti, 13 assist e 12 rimbalzi, mentre per i Raptors Kawhi Leonard marca 37 punti, 6 rimbalzi e 4 assist.

NBA: gli altri incontri

I Denver Nuggets dominano in casa dei New York Knicks per 111-93, i Nuggets prendono subito un vantaggio di grande spessore e New York non trova alcuna soluzione per fermare gli avversari, che riescono a vincere semplicemente gestendo per tre quarti di partita. Denver raggiunge al primo posto ad Ovest i Warriors, con Nikola Jokic che prende 21 punti, 17 rimbalzi e 5 assist, per i Knicks Emmanuel Mudiay firma 21 punti, 7 rimbalzi e 4 assist.

I Brooklyn Nets vincono sul parquet dei Los Angeles Laker per 111-106: sfida incerta dal primo all’ultimo minuto, con i Nets che riescono a fermare l’ultimo disperato assalto di LeBron James per pareggiare. Brooklyn è a pochi passi dai playoff, segnalando un Joe Harris da 26 punti e 3 rimbalzi. I Lakers sono di nuovo fuori dai playoff, come nelle ultime sei stagioni, ma JaVale McGee firma la miglior prestazione in carriera con 33 punti e 20 rimbalzi.

I Los Angeles Clippers superano fuori casa i Cleveland Cavaliers per 110-108: il buon secondo tempo dei losangelini non serve a chiudere la partita, infatti Jordan Clarkson sbaglia di un soffio la tripla che avrebbe permesso ai Cavs di vincere. Per i Clippers Danilo Gallinari continua ad essere il fenomeno della sua squadra con 27 punti, 3 rimbalzi e 3 assist messi a segno, per Cleveland Kevin Love segna 22 punti e 8 rimbalzi.

Gli Orlando Magic stendono al supplementare i Memphis Grizzlies per 123-119. Memphis comanda per tutta la gara, tranne nel momento che più conta, la sirena finale, dove i Magic pareggiano, guadagnando il supplementare e vincendo proprio negli ultimi istanti del tempo extra. I Magic toccano con un dito i playoff on Evan Fournier che sigla 27 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, per Memphis Tyler Dorsey marca 29 punti, 9 assist e 3 rimbalzi.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - James Harden fissa una pietra miliare da 61 punti che portano i Rockets a vincere sugli Spurs, per un giocatore che vuole il titolo di MVP per questa stagione regolare e portare i suoi fino in fondo ai playoff. Ma andiamo al 2005: i Cavaliers sono fuori dai playoff con un giovane predestinato agli allori della NBA. Cosa c'entra tutto ciò? La risposta: dopo 14 anni, LeBron James non disputerà i playoff, i Lakers hanno fallito. Il rendimento del Prescelto è stato nella media degli altri anni ed ha sempre dato un deciso apporto ai giallo-viola. Va sottolineato che i Lakers sono fuori dai playoff tre settimane prima della fine della regular season, come l'anno scorso: se LeBron non basta, significa che l'apporto degli altri è mancato in modo clamoroso, ma ancor più la guida tecnica di coach Walton e scelte dirigenziali molto discutibili.

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