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NBA, 22 gennaio 2020: i Raptors piegano i 76ers, i Rockets distruggono i Nuggets

I Toronto Raptors si prendono la scena sconfiggendo in uno scontro diretto i Philadelphia 76ers. Gli Houston Rockets distruggono i Denver Nuggets per provare a scalare la classifica.

Basket
Pubblicato il 23 gennaio 2020, alle ore 17:00

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NBA, 22 gennaio 2020: i Raptors piegano i 76ers, i Rockets distruggono i Nuggets

Nella notte della NBA di mercoledì 22 gennaio 2020 si sono giocate dodici partite.
I Toronto Raptors piegano i Philadelphia 76ers per 107-95: la carica dei 76ers è decisamente buona, i primi tre quarti sono affar loro e Toronto emerge a fatica, ma uno dei tanti problemi di Philadelphia in questa stagione, la tenuta in partita, emerge ancora nel quarto periodo ed i Raptors si affermano con un discreto divario. Per Toronto Fred VanVleet arrotonda 22 punti, 8 assist e 5 rimbalzi, nei 76ers Tobias Harris raccoglie 22 punti, 6 rimbalzi e 4 assist.

Gli Houston Rockets distruggono i Denver Nuggets per 121-105 tornando a sfoggiare un potere offensivo determinante e difendendosi con ordine contro i Nuggets che non riescono in questa nottata in nessuno caso ad esprimere un gioco fluido; Houston può tornare a sorridere, prova a risalire una classifica ora complicata e Russell Westbrook incolonna 28 punti, 16 rimbalzi e 8 assist. Per Denver Nikola Jokic esegue una tripla doppia da 19 punti, 12 rimbalzi e 10 assist.

I Boston Celtics assaltano i Memphis Grizzlies vincendo per 119-95: gran finale di primo tempo per i verdi che ne approfittano per mettere in scena una ripresa stradominata, con il punteggio che tocca un picco favorevole di 38 punti; Memphis, in questo caso, non mette in scena una prestazione degna del suo ottimo ultimo periodo. Nei Celtics, Jayson Tatum marca 23 punti, 7 rimbalzi e 4 assist; per Memphis, invece, Jonas Valanciunas totalizza 16 punti e 13 rimbalzi.

NBA: le altre partite

I Los Angeles Lakers vincono in casa dei New York Knicks per 100-92 con la squadra newyorkese che gioca molto bene nel primo tempo contro la prima ad Ovest e nel secondo subisce il gioco dei Lakers, ma rimanendo sempre in lizza per tentare il colpo. I lacustri prendono un’altra vittoria con Anthony Davis che totalizza 28 punti, 5 rimbalzi e 5 assist; per New York, invece, Marcus Morris sigla 20 punti e 6 rimbalzi.

Gli Utah Jazz demoliscono fuori casa i Golden State Warriors per 129-96 passeggiando su ciò che resta della ex squadra dominatrice dell’ultimo lustro. Per Utah alla fine la gara si rivela poco più di una formalità, da sola squadra in campo, con la prestazione di Donovan Mitchell da 23 punti, 4 rimbalzi e 3 assist; nei Warriors si nota solo D’Angelo Russell con 26 punti, 3 assist e 3 rimbalzi.

Gli Atlanta Hawks sorprendono i Los Angeles Clippers per 102-95: con i losangelini avanti per quasi l’intero arco della partita, ecco che dalla metà del secondo quarto gli Hawks tirano fuori energie inattese e regolano gli ospiti, stupefatti e presi in contropiede dalla reazione dei falchi, con John Collins protagonista da 33 punti e 16 rimbalzi. Per i velieri Montrezl Harrell fa suoi dalla panchina 30 punti e 7 rimbalzi.

Gli Indiana Pacers conquistano fuori casa il parquet dei Phoenix Suns per 112-87. Primo tempo di buon livello per Indiana, avanti di pochi punti, lasciando spazio ad una ripresa di livello molto diverso, comandando il gioco ed accantonando dei Suns arrendevoli e decisamente in serata no. Per Indiana, Domantas Sabonis insacca 24 punti, 13 rimbalzi e 4 assist, per Phoenix Kelly Oubre Jr. segna 17 punti e 9 rimbalzi.

I Miami Heat sconfiggono al supplementare i Washington Wizards per 134-129: Miami pecca nel non riuscire a chiudere la partita dopo il primo tempo decisamente positivo, Washington non si arrende e si va al tempo addizionale, cinque minuti dove Miami interpreta un gioco ordinato ed attento, tenendosi un successo che conserva il secondo posto ad Est; per gli Heat, Jimmy Butler concatenta 24 punti, 10 assist e 7 rimbalzi; nei Wizards, Bradley Beal sfonda con 38 punti, 9 rimbalzi e 5 assist.

Gli Oklahoma City Thunder vincono sul campo degli Orlando Magic per 120-114 in una gara gestita in modo sussultorio, con rapidi vantaggi dei Thunder alternati a rimonte lampo dei Magic, che però non prendono mai le redini della gara, così gli azzurri ed arancio fanno bingo di nuovo e Dennis Schroder dalla panchina trova 31 punti, 9 assist e 3 rimbalzi; per Orlando, Nikola Vucevic centra 24 punti, 11 rimbalzi e 5 assist.

I San Antonio Spurs battono fuori casa i New Orleans Pelicans per 121-117: l’attesa era tutta per l’esordio della prima scelta del draft, Zion Williamson, nei Pelicans, uno dei giocatori potenzialmente più forti degli ultimi anni, che parte piano e conclude una prova di grande impatto da 22 punti, 7 rimbalzi e 3 assist che non basta ad evitare la sconfitta a New Orleans contro degli Spurs più esperti; per San Antonio LaMarcus Aldridge colleziona 32 punti e 14 rimbalzi.

I Detroit Pistons regolano i Sacramento Kings per 127-106: ultime due partite di grande livello per Detroit, dopo i 33 punti rifilati ad Atlanta, arrivano i 21 punti di scarto inflitti ai Kings e la zona playoff comincia ad avvicinarsi sul serio. Per i Pistons Derrick Rose sostiene 22 punti, 11 assist e 6 rimbalzi, per i Kings De’Aaron Fox fissa 22 punti, 3 asssit e 3 rimbalzi.

I Chicago Bulls sottomettono i Minnesota Timberwolves per 117-110 dominando l’intero primo tempo e subendo la rimonta di Minnesota, però Chicago non vuole fermarsi ad una prestazione discreta, ci mette grinta e vince una sfida decisamente meritata. Nei Bulls, Zach LaVine consegna 25 punti e 5 assist, mentre ai Timberwolves non basta Karl-Anthony Towns nonostante ben 40 punti e 6 rimbalzi rimediati.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - L'esordio di Zion Williamson è finalmente giunto e l'attesa è finita per ammirare all'opera il giocatore più aspettato sui palcoscenici NBA dai tempi di LeBron James. La sua prima gara è partita a rilento, qualche errore di troppo e voglia di mostrare il suo enorme potenziale, con il passare dei minuti le giocate sono diventate decise e nel quarto periodo ha tenuto in piedi la possibilità per i Pelicans di battere gli Spurs; con 22 punti e tante buone cose mostrate, la partenza non è male, per l'inizio di una carriera che in molti vedono alla pari dei più grandi che abbiano calcato i parquet della massima lega cestistica americana.

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