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NBA, 2 febbraio 2019: Warriors supremi sui Lakers, Bucks ok a Washington. Tutte le partite

I Golden State Warriors superano i Los Angeles Lakers con una prova magistrale, i Milwaukee Bucks continuano a vincere superando in trasferta i Washington Wizards.

Basket
Pubblicato il 3 febbraio 2019, alle ore 23:14

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NBA, 2 febbraio 2019: Warriors supremi sui Lakers, Bucks ok a Washington. Tutte le partite

Nella notte della NBA di sabato 2 febbraio 2019 si sono disputati dodici incontri.
I Golden State Warriors superano i Los Angeles Lakers per 115-101, grazie ad un quarto periodo superlativo, dove le stelle a disposizione dei giocatori di Oakland colpiscono regolarmente la difesa dei lacustri. I Warriors sono sempre ad un soffio dalla vetta della conference ed un grande Klay Thompson conduce il tabellino dei guerrieri con 28 punti e 5 rimbalzi. Nei Lakers, di nuovo primi di James, si nota l’assenza della loro star ed il gioco continua ad avere molte lacune.

I Milwaukee Bucks vincono sul campo dei Washington Wizards per 131-115: Giannis Antetokounmpo gioca una grande partita di grande impatto da 37 punti e 10 rimbalzi ed i Bucks raggiungono anche i 32 punti di margine già a metà partita, chiudendo di fatto il discorso della vittoria. La vetta assoluta è garantita ed ancor più cementata da questo successo. La sconfitta segna un netto passo indietro per i Wizards.

I Denver Nuggets soffiano la vittoria fuori casa ai Minnesota Timberwolves per 107-106, con una gara piena di capovolgimenti di fronte, il vantaggio minimo di un punto conservato dalle pepite del Colorado durante l’ultimo minuto e portato al successo che vale ancora il primato nella Western Conference. Nikola Jokic compone una tripla doppia da 13 punti, 16 rimbalzi e 10 assist, mentre Karl-Anthony Towns somma 31 punti, 12 rimbalzi e 7 assist.

Gli Houston Rockets annullano in trasferta gli Utah Jazz per 125-98: la ventiseiesima prestazione storica da 30 o più punti di fila di James Harden (ben 43 punti, 12 rimbalzi e 5 assist) è sufficiente per abbattere dei Jazz storditi dal passaggio del fenomeno in rosso sul loro campo. Houston rimane per ora al sesto posto nella Western Conference, i Jazz sono proprio dietro di loro, in settima piazza.

NBA: le altre gare della notte

I Sacramento Kings vincono contro i Philadelphia 76ers per 115-108. I Kings giocano una partita superba e superano di gran carriera gli avversari che, nonostante provino a giocarsi la posta in palio, devono soccombere. Nei Kings primeggia Buddy Hield con un totale di 34 punti, 6 rimbalzi e 3 assist, Philadelphia rimane all’asciutto, ma mantiene la terza posizione ad Est.

I San Antonio Spurs sconfiggono i New Orleans Pelicans per 113-108. Grande prestazione di San Antonio che perde la maggior parte del suo estremo vantaggio nei minuti finali, mantenendo, seppur con qualche patema, una vittoria strameritata, che conferma la grande vena della squadra di coach Popovich. LaMarcus Aldridge è sempre in prima fila negli Spurs con 25 punti, e 14 rimbalzi, i Pelicans sono in difficoltà: solo tre successi negli ultimi dieci incontri.

Gli Indiana Pacers vincono sul campo dei Miami Heat per 95-88: una partita a tratti segnata da errori a canestro viene vinta dai gialli dell’Indiana con un secondo tempo solido specie in recupero palla e contropiede. Indiana vince per la prima volta dall’infortunio di Victor Oladipo e riprende a marciare in classifica, Miami rimane molto in bilico per la zona playoff.

I Los Angeles Clippers trionfano in casa dei Detroit Pistons per 111-101: Detroit si perde completamente, perde un massimo di 25 punti di vantaggio oltre la metà di gara e subisce in poco più di 14 minuti un parziale pesantissimo di -35 punti che vale una batosta colossale sia sul piano del gioco che del morale. Molto merito della vittoria va a Lou Williams, che dalla panchina centra la miglior prova stagionale, con 39 punti, 9 assist e 3 rimbalzi.

Gli Orlando Magic piegano i Brooklyn Nets per 102-89, con un secondo tempo giocato ad alti ritmi e conseguendo una vittoria che permette ancora di sognare la zona playoff, ora lontana più o meno tre successi in classifica. Nikola Vucevic, All-Star dei Magic, fa suoi 24 punti, 12 rimbalzi e 4 assist, mentre Brooklyn conserva la sesta posizione nella Eastern Conference.

I Charlotte Hornets sconfiggono i Chicago Bulls per 125-118. La partita vive di un interessante duello tra la stella indiscussa di Charlotte, Kemba Walker, che timbra 37 punti, 10 assist e 6 rimbalzi, ed il giovane Bobby Portis, dei Bulls, che dalla panchina marca 33 punti e 9 rimbalzi. Gli Hornets hanno un gioco superiore ed aiutano il loro leader a portare in dote la posta in palio.

I Dallas Mavericks irrompono sul parquet dei Cleveland Cavaliers per 111-98: Luka Doncic interpreta una partita fenomenale, da veterano piuttosto che da rookie qual’è, e spacca in due la difesa dei Cavaliers, sommando in tutto 35 punti, 11 rimbalzi e 6 assist. Dallas vince e sogna, grazie al suo giovane fenomeno, una rimonta incredibile, i Cavs navigano sul fondo della classifica.

Gli Atlanta Hawks superano in trasferta i Phoenix Suns per 118-112: grande partita, nonostante due compagini in difficoltà, divertente ed imprevedibile negli esiti. Atlanta finalizza molto bene negli istanti finali di partita e John Collins centra una prova straordinaria da 35 punti e 16 rimbalzi, Devin Booker si prende per i Suns 32 punti, 10 assist e 8 rimbalzi.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Prime belle e vincenti: i Golden State Warriors battono i Los Angeles Lakers, il potenziale offerto dalle cinque All-Star titolari è devastante, ancor più se LeBron James non è in campo per dei giallo-viola che si dimostrano una squadra "normale" per i livelli stratosferici della NBA senza la loro punta di diamante; i Milwaukee Bucks sono una realtà di primo livello, nonché la capolista assoluta, e nelle serate più debordanti, Giannis Antetokounmpo pare in tutto e per tutto LeBron, sia per rendimento che per carisma; i Nuggets hanno già cancellato da tempo il concetto di "sorpresa" e si impongono ogni volta come dominatori. Infine, come non si può esprimere un concetto di lode assoluta per James Harden, con 43 punti realizzati contro i Jazz ed alla 26esima prestazione di fila da 30 o più punti? Fantastico.

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