Quando pensi che la serie delle Finals Nba stia prendendo la strada dell’Ohio, ecco che i Golden State Warriors cacciano la prestazione-monstre che ribalta tutti i pronostici: impressionante la vittoria alla Quicken Loans Arena di Cleveland, in casa dei Cavs, che ha rimesso in parità la serie: 103-82 il punteggio, e siamo 2-2 nella serie.
Si tratta del maggior gap tra le due squadre in queste quattro partite delle Finals, e anche il più inaspettato, dopo che LeBron James nelle tre precedenti sfide sembrava impossibile da tenere sotto controllo (i 41 punti di media fino alla partita di stanotte erano da record); oggi, ‘il Prescelto’ si ferma a 20 punti e la sua squadra crolla sotto i colpi dei Warriors, a riprova del fatto che Cleveland dipende in tutto e per tutto dalla sua stella. Mossa a sorpresa del coach degli ospiti, Kerr, che decide di inserire nel quintetto base Iguodala: mossa premiata, visto che l’ex Denver Nuggets mette a referto ben 22 punti, e soprattutto i Warriors chiudono per la prima volta in questa serie in vantaggio allo scoccare della prima sirena.
A metà del secondo periodo brutto incidente per LeBron che, nel tentativo di rimanere in equilibrio, batte violentemente la nuca contro una videocamera posizionata a bordocampo: per lui, fortunatamente, un vistoso taglio e nulla più anche se, come detto, abbassa spaventosamente la sua media precedente di queste finals: 20 punti, 12 rimbalzi e 8 assist. E’ Mozgov il protagonista per i Cavs, che vanno vicini alla rimonta nel terzo periodo, arrivando fino al -3 (62-65), per poi venir ricacciati indietro dall’ultimo periodo imperioso dei Warriors.
Per gli ospiti, una prestazione non così incisiva di Curry (22 punti e 6 assist), ma dimostra di essere più squadra di Cleveland; in gara-5 si va all’Oracle Arena, per capire finalmente se questa serie prenderà una direzione ben precisa o se, come sembra, si dovrà ricorrere a gara-7