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Sorprese in casa Fiat: la sola Lancia Ypsilon vende più dell’intero brand Alfa Romeo

Nel primo semestre 2019, l’unico modello di casa Lancia rappresentato dalla Ypsilon, ha immatricolato in Europa 34.771 esemplari contro i 27.881 dell’intera Alfa Romeo. I dati non possono che confermare la profonda crisi del Biscione.

Auto
Pubblicato il 29 luglio 2019, alle ore 13:03

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Sorprese in casa Fiat: la sola Lancia Ypsilon vende più dell’intero brand Alfa Romeo

Negli scorsi anni, i vertici di Fca (Fiat Chrysler Automobiles) avevano deciso di riporre grandi attenzioni sull’Alfa Romeo, un marchio definito strategico per le sorti del gruppo italo-americano. La parola rilancio aveva fatto brillare gli occhi ai più fedeli acquirenti del marchio, vogliosi di vedere su strada dei modelli capaci di tener testa alla sempre più agguerrita concorrenza.

Eppure, nonostante gli sforzi profusi, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Alle buone impressioni della prima ora, il sogno di rimettere in sesto un marchio così glorioso si è arenato sui risultati di vendita (come visto anche a inizio mese). Nel primo semestre 2019 le Alfa Romeo vendute complessivamente in Europa sono state 27.881, incredibilmente meno delle 34.771 Lancia Ypsilon immatricolate sempre nello stesso periodo.

Detto in altre parole, la sola Ypsilon vende più dell’intero Biscione. Se il dato della piccola utilitaria – che da sola regge le sorti dell’intero marchio Lancia – è davvero lusinghiero, è innegabile che una simile performance deve per forza di cose mettere in allarme i responsabili della storica casa di Arese.

Se l’intera gamma Alfa Romeo non riesce a vendere più di un modello presente sul mercato dal 2011, più che di flop sarebbe necessario parlare di grave crisi. Pur dovendo riconoscere che la Ypsilon stia vivendo una seconda giovinezza, i dati così conseguiti sono davvero preoccupanti, ma soprattutto la dicono lunga sulla bontà dei progetti Giulia e Stelvio.

Alla luce di questi dati, urge addentrarsi sui motivi della debacle che, anche agli occhi di chi non è esperto del settore, pare siano davvero tanti per non dire troppi. Con l’uscita di scena della Mito, il gruppo B è di per sé sguarnito. Meglio non va alla Giulietta, presente sul mercato da quasi un decennio, a fronte di una concorrenza che rinnova i propri prodotti ogni 6-7 anni. A pesare è poi la mancanza di un modello station wagon e l’utilizzo di tecnologie avanzate come possono essere i fari full led o Matrix Led. A questo si aggiunge la mancanza della tecnologia ibrida e l’adozione dei sempre più diffusi cruscotti digitalizzati. Per ultimo non bisogna dimenticare la poca chiarezza sui modelli attesi in futuro, e lo scarso ritorno di immagine che si può ottenere dagli sport motoristici: escludendo la Formula 1, dove gareggia in partnership con la Sauber, l’Alfa Romeo è oggi scomparsa dal mondo delle corse.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - L’Alfa Romeo doveva arrivare a vendere 400.000 auto in un anno: con questo passo non ne venderà nemmeno 100.000. A pesare è il ritardo rispetto agli altri costruttori, e l’idea che dietro a modelli seppur validi come Stelvio e Giulia, ci sia il nulla. A questo punto se si devono investire delle cifre importanti, è più lungimirante andare sul sicuro: Audi, Bmw e Mercedes sotto questo punto di vista rimangono una garanzia.

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