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Il futuro della Fiat sarà molto differente da quello prospettato da Marchionne

Il futuro della Fiat è sempre più diverso da quello ipotizzato da Sergio Marchionne. Il brand italiano non avrà più un ruolo marginale, ma si affermerà concentrandosi sullo sviluppo della propulsione elettrica.

Auto
Pubblicato il 11 marzo 2019, alle ore 14:38

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Il futuro della Fiat sarà molto differente da quello prospettato da Marchionne

Il salone dell’Auto di Ginevra 2019 lo ha fatto emergere inequivocabilmente: il futuro della Fiat sarà diverso da quello ipotizzato da Sergio Marchionne. L’ex numero uno di Fca, dopo aver ridimensionato il ruolo del brand torinese, aveva più volte fatto intendere che i marchi generalisti non avrebbero trovato grandi spazi all’interno della conglomerata italo-americana.

Sulla base di questo assunto, la dirigenza aveva puntato gli investimenti su prodotti ad alta redditività. Rispetto al passato, il manager italo-canadese aveva cambiato completamente rotta, accantonando la filosofia che per oltre un secolo aveva contraddistinto le strategie della casa torinese. Niente più auto popolari, ma solo vetture premium che avrebbero potuto garantire dei guadagni decisamente più alti.

Del resto, Sergio Marchionne lo andava ripetendo come un mantra: le poche risorse finanziarie non potevano essere indirizzate nello sviluppo di auto le cui vendite sarebbero state sostenute solo con forti campagne di sconto. Così, mentre si perseguiva l’obiettivo di massimizzare i risultati del gruppo, Fiat è andata incontro ad un declino che l’ha trasformata nella Cenerentola del gruppo.

Ora, però, qualcosa sta per cambiare. Dopo la scomparsa di Marchionne, l’introduzione di regole più stringenti sulle emissioni inquinanti ha rimesso in gioco la storica azienda automobilistica italiana. Ci si è infatti resi conto che solo con Fiat si potrà assicurare il rispetto di questa normativa, riducendo il livello della CO2 media dell’intero gruppo. In altre parole dopo aver rimesso in sesto le casse aziendali, è ora tempo di aprire un’epoca in cui aggiornare i modelli, concentrandosi sull’elettrificazione della gamma (come visto col prototipo di Fiat Centoventi). 

Come preannunciato da Olivier Francois, top manager di casa Fiat, il marchio continuerà a rimanere in Europa, e punterà forte sugli EV, usando come apripista la 500. L’idea è quella di far diventare l’iconico modello una sorta di “urban Tesla”. E non sarebbe nemmeno tanto difficile, tenendo conto del prezzo di un’autovettura che da oltre 10 anni continua ad essere popolarissima. “In questi anni il prezzo medio di vendita della 500 si è alzato sensibilmente, grazie a versioni più accessoriate e costose, siamo nel range dei 23 mila euro, non così lontano dalla fascia di prezzo dell’elettrico”. In questo contesto non ci sarà quindi spazio per la nuova Punto. Il segmento B rimarrà sguarnito, costringendo i nostalgici a ripiegare sulla Tipo, una vettura che con prezzi altamente competitivi offre più spazio e comfort della celebre utilitaria nata nel 1993.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il mondo dell’auto è in continuo fermento, e quello che andava bene solo qualche mese fa, non è detto che sia attuale anche oggi. Dalla scomparsa di Sergio Marchionne sono cambiate tante cose, e ci si è resi conto che gli investimenti sui motori elettrici non possono più essere procrastinati. Si corre quindi per recuperare il tempo perduto e, in questo contesto, il ruolo di Fiat torna ad essere chiave ai fini delle sorti dell’intero gruppo italo-americano.

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