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Fca potrebbe presto decidere di abbandonare l’Europa (cedendo la Fiat)

A sostenerlo è Giuseppe Berta, docente dell’Università Bocconi di Milano, secondo il quale il futuro del gruppo è sempre più dipendente da quelle che sono le esigenze d’oltreoceano. In questo scenario, non è da escludere la cessione del brand Fiat.

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Pubblicato il 7 febbraio 2019, alle ore 20:36

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Fca potrebbe presto decidere di abbandonare l’Europa (cedendo la Fiat)

Fca si trova sempre più di fronte ad un bivio. A quattro anni dalla nascita del gruppo italo-americano, i vertici aziendali devono fronteggiare un dilemma. In altre parole, ci si domanda quali saranno le strategie, i nuovi progetti, le alleanze e, soprattutto, le eventuali dismissioni.

Durante la gestione di Sergio Marchionne, più di una volta si era puntato il dito contro le scelte poco nazionaliste. Eppure, nonostante le critiche, nel 2017 gli stabilimenti italiani sono riusciti a produrre oltre un milione di autovetture, un valore che non si raggiungeva dai tempi precedenti alla crisi internazionale, riuscendo anche a maturare diversi premi di produzione

Se queste sono le premesse, rimane però difficile inquadrare il futuro di un gruppo così eterogeneo. Sul punto ha voluto esprimersi Giuseppe Berta, docente dell’Università Bocconi di Milano. Secondo la sua opinione, Fca è un gruppo in cui emerge sempre più l’anima americana. Fiat assume invece le vesti di un pesce fuor d’acqua, ed è anche per questa motivazione che Fca potrebbe presto decidere di dire addio alle sue attività in Europa.

Non è quindi da escludere la cessione di alcuni brand tra cui la stessa Fiat, sempre più in difficoltà, in quanto incapace di far fronte alla concorrenza, oltre che pericolosamente dipendente dalle sorti di auto di piccola taglia come Panda e 500. L’eventuale scorporo della casa torinese potrebbe fare gola ad un costruttore asiatico come Hyundai, da anni interessato a trovare un espediente per rafforzare la propria presenza nel Vecchio Continente; allo stesso tempo l’operazione modificherebbe l’assetto di Fca, che rafforzerebbe l’immagine di costruttore premium.  

È chiaro che qualcosa dovrà già muoversi nel 2019. Anche perché la filosofia di marchi come Jeep e Ram, brand americani che stanno ottenendo grandi successi commerciali, ha poco a che spartire con la storia di Fiat, costruttore di auto popolari a bassa redditività. E se Marchionne per diverso tempo è riuscito a mascherare il problema, rinviandolo al futuro, ora sembra essere arrivato il momento di doverlo affrontare. Anche perché se Fiat dovesse veramente essere ceduta ai coreani, quali sarebbero le conseguenze per gli impianti produttivi presenti nel nostro Paese?

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Fca si trova davanti ad un bivio. Senza Marchionne, l’artefice di un’unione impensabile, nonché collante di un gruppo così eterogeneo, ogni brand sembra voler tirare per la sua strada. Le differenze tra Fiat e marchi come Jeep diventano sempre più ampie, mettendo in crisi le stesse basi che avevano dato vita un’unione che sembrava improponibile.

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