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Bufori Geneve, dalla Malesia il guanto di sfida low cost alla mitica Rolls-Royce

Dalla Malesia arriva la Bufori Geneve, il guanto di sfida "low cost" alla britannica Roll-Royce, grazie ad una creazione della Bufori Motor Car Company che, per la sua ammiraglia, non ha certo lesinato in lusso, parte motoristica, e tecnologie internazionali.

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Pubblicato il 11 settembre 2018, alle ore 10:51

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Bufori Geneve, dalla Malesia il guanto di sfida low cost alla mitica Rolls-Royce

L’espansione della domanda, negli ampi mercati asiatici, ha coinvolto anche il genere dei prodotti di lusso che, tuttavia, resta ancora fuori portata per le economie emergenti: normale, quindi, che – anche in ambito automobilistico – nascano delle soluzioni autarchiche, come quelle viste al Salone dell’auto di Mosca, o come dimostrato di recente in Malesia, ove una locale azienda automobilistica ha lanciato il suo (lussuoso) guanto di sfida alla Rolls-Royce.

L’iniziativa in questione è stata varata da un’azienda – la Bufori Motor Car Company – nata nei ruggenti anni ’80, per volere dei fratelli Khouri: quest’ultima, all’inizio, si è ritagliato un certo spazio nel mercato interno proponendo auto che, nonostante la base meccanica del Maggiolino Volkswagen, vantavano prestazioni sportive grazie all’utilizzo della leggerissima vetroresina.

Ora, quasi ad alzare l’asticella delle proprie ambizioni, è stata messa nel mirino la britannica Rolls-Royce di Goodwood grazie alla realizzazione di un’auto, la Bufori Geneve, che esibisce non pochi richiami (es. i sinuosi passaruota anteriori) alle classiche roadster della Clénet Coachworks e dell’ormai scomparsa (nel 1989) Excalibur Automobile Corp.

La Bufori Geneve, sotto il telaio in acciaio inossidabile e la relativa carrozzeria in fibra di carbonio, è un vero coacervo di tecnologie internazionali: la parte motoristica gode dell’esperienza italiana, vista la presenza di freni Brembo atti a contenere l’esuberanza del motore Hemi V8 SRT 6.4 allestito da FCA Chrysler, mentre l’elettronica di bordo si divide tra Asia (per intrattenimento e comfort) e Germania (per le tecnologie assistive in ottica sicurezza, e la dinamica di marcia). Ovviamente, trattandosi di un’auto di lusso, non manca una particolare attenzione alla cura degli interni, con diversi inserti in legno di lavorazione artigianale malese, e sedili rivestiti in vera pelle Connolly (già vista su competitor prestigiosi come Bentley, Aston Martin, Jaguar, e (appunto) Rolls-Royce.

Per il prezzo, certo si risparmierà qualcosa rispetto al mito britannico, ma i circa 300 mila euro richiesti per ogni unità della Bufori Geneve non sono certo pochi, sebbene altamente proporzionati alla produzione artigianale della medesima, realizzata con un lavoro di 9.000 ore per operaio, in lotti di 30-40 esemplari per volta.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Quando ho letto di questa sfida malese all'auto più lussuosa del mondo, ho sorriso. Poi, guardando la Bufori Geneve mi son detto che, in fondo, non mi sarebbe mica spiaciuto farci un giro: il look è bello classico, ed i materiali degli interni sono ben scelti. Niente da dire sulla parte motoristica e, a quanto pare, anche la tecnologia di bordo è presente e cospicua, sia in ottica intrattenimento che guida assistita: a conti fatti, un vero affare.

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