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Tour de France, il punto dopo la prima settimana: Roglič in giallo. Aru e Pozzovivo abbandonano la corsa

Dopo la prima settimana tutto ancora da decidere nella Grand Boucle. Guida lo sloveno Primož Roglič con 21” di vantaggio su Egan Bernal. Otto atleti in poco più di un minuto. Ritirati gli italiani Aru, Pozzovivo e Nizzolo

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Pubblicato il 7 settembre 2020, alle ore 19:24

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Tour de France, il punto dopo la prima settimana: Roglič in giallo. Aru e Pozzovivo abbandonano la corsa

Primo giorno di riposo al 107esimo Tour de France, eccezionalmente in corso nel mese di settembre a causa del rinvio per l’emergenza Covid. Dopo le prime nove tappe, guida la classifica lo sloveno Primož Roglič (Team Jumbo-Visma) con 21” di vantaggio sul vincitore dello scorso anno, il colombiano Egan Bernal (Ineos Grenadiers), e 28” sul francese Guillaume Martin (Cofidis).

Una corsa che non ha ancora un uomo da battere, se si considera che sono ben otto i corridori racchiusi in 1 minuto e 2 secondi, Bardet a 30”, Quintana e Uran a 32”, Pogacar a 44” e Adam Yates a 1’2”, senza dimenticare Miguel Angel Lopez a 1’15”, Mikel Landa Meana a 1’42” e Richie Porte a 1’53”. Tutti nomi che potranno giocarsi la vittoria del Tour de France 2020 nella seconda parte della corsa, che probabilmente sarà decisa dalle tappe alpine e dalla cronometro, con arrivo in salita, Lure-La Planche des Belles Filles in programma sabato 19 settembre, alla vigilia del finale sugli Champs-Élysées.

Nelle prime nove tappe la maglia gialla è passata dal norvegese Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), velocista vincitore del primo sprint di Nizza al francese Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), vincitore del secondo arrivo di Nizza, e capace di conservare il simbolo del primato per tre giornate, prima di cederla al britannico Adam Yates (Mitchelton-Scott), a causa di una penalizzazione per un errato rifornimento nella frazione con arrivo a Privas.

Nella nona tappa, la seconda pirenaica, prime scaramucce tra i big con lo sloveno Tadej Pogačar (UAE Team Emirates) che, dopo aver sfiorato la vittoria nell’arrivo in salita di Orcières-Merlette, battuto dal connazionale Primož Roglič, si è preso la rivincita vincendo a Laruns, mentre Roglič ha indossato la maglia gialla, strappandola a Adam Yates.

Se la corsa alla vittoria finale appare tutt’altro che chiara, le prime nove tappe del Tour de France hanno già emesso i primi verdetti per due atleti, considerati tra i protagonisti alla vigilia della Grand Boucle. Si tratta di Fabio Aru (UAE Team Emirates) e Thibaut Pinot (Groupama-FDJ). L’italiano, dopo aver preso circa 20 minuti nella prima tappa pirenaica, si è ritirato nel corso della nona tappa. Aru è apparso un lontanissimo parente del corridore capace nel 2017 di indossare anche la maglia gialla e di lottare con i migliori di quella edizione del Tour.

Il francese, invece, dopo essere caduto nella prima tappa sulle strade di Nizza, è crollato sui Pirenei, arrivando al traguardo con 25 minuti di ritardo, ma, messi da parte i sogni di fare classifica, per il momento resta in gara per puntare ad una vittoria di tappa.

Tour finito anche per il campione italiano Giacomo Nizzolo ((NTT Pro Cycling), ritiratosi nel corso dell’ottava tappa per un forte dolore al ginocchio e per Domenico Pozzovivo (NTT Pro Cycling), anche lui dolorante dopo una caduta nella prima tappa. Resta in corsa Damiano Caruso (Bahrain Mclaren), sedicesimo in classifica a 3’42” dalla maglia gialla Primož Roglič.

La corsa ripartirà da Ile d’ Oléron con una tappa adatta ai velocisti. Per vedere, invece, i big all’opera, bisognerà attendere i prossimi due arrivi in salita: Puy Mary pas de Peyrol (1° categoria) nella 13esima tappa e la Grand Colombier (Hors Catégorie) nella 15esima tappa.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Le prime nove tappe di questo strano Tour de France (perché si corre a settembre) non hanno ancora scelto un vero leader. A mio parere ci sono almeno cinque corridori che potrebbero vincere la corsa. Tra questi vedo favorito il colombiano Egan Bernal, un gradino più avanti rispetto a Roglič, Landa Meana, Quintana e Pogačar. Peccato per Fabio Aru.

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