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Schumi, c’è speranza migliorano le condizioni del campione

La manager Sabine Kehm ha rivelato che ci sono piccoli, ma incoraggianti segnali di miglioramento; intanto Schumi respira autonomamente, e continua a sentire intorno a lui voci di persone care, Jean Todt e Ross Brawn gli fanno visita continuamente

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Pubblicato il 17 marzo 2014, alle ore 10:17

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Schumi, c’è speranza migliorano le condizioni del campione

Le notizia che trapelano su Schumi sono difficili da decifrare, perchè le fonti non sono mai sicure, ma questa volta è proprio la manager del campione tedesco a rivelare che il campione ha avuto piccoli e incoraggianti miglioramenti. La manager ha anche affermato che Michael sarebbe fuori pericolo. Ma delle reali condizioni di Schumacher non si hanno ulteriori notizie.

Quando venne trasportato in ospedale a Grenoble, dove c’è un ottimo reparto di neurochirurgia, dovette subire un immediato intervento e i familiari vennero subito informati che  Michael avrebbe potuto avere poche ore di vita. Fortunatamente le cose sono poi andate per il meglio, ovviamente la situazione resta ancora grave e ancora poco decifrabile, anche se la situazione clinica di Schumi è stabile. Ormai sono passate già più di tre settimane da quando i medici hanno iniziato una lenta fase di risveglio, infatti tre settimane fa sono stati tolti a Michael gli apparecchi per la respirazione. Schumacher ha reagito bene e ora respira autonomamente, è stato spostato in una piccola stanza dove hanno accesso solo i familiari e le persone più care. Michael nel coma continua a dormire. Ogni tanto qualche sussulto, ogni tanto un medico che gli apre gli occhi, ogni tanto un pizzicotto d’incoraggiamento o un buffetto sulla fronte, e lui reagisce esprimendo una inconscia smorfia di fastidio, a volte agitando un braccio,a volte la spalla. Non è paralizzato e questa è una bella notizia, benchè scontata perchè non ha avuto traumi spinali. Queste sono le scene a cui assistono da settimane i suoi familiari.

Da indiscrezioni riportate da quei pochi dottori o infermieri che osano raccontare qualcosa, di quanto avviene in quella stanza, sappiamo che Corinna gli parla, gli sussurra parole all’orecchio, in una intimità sacrale. I figli, Gina Maria e Mick ,vengono quando possono e intanto hanno ripreso gli impegni scolastici. Spesso in ospedale giunge Jean Todt. Il consiglio dei medici è di fargli sentire voci amiche. Todt gli parla in Inglese, come ai tempi della Ferrari. Non manca neppure un altro personaggio che era con Michael hai tempi dei trionfi. E’ Ross Brawn, che arriva periodicamente dall’Inghilterra e si siede vicino a Schumacher, pare facendogli ascoltare le registrazioni audio box – pista, quelle dei GP. Perchè i medici dicono che Michael deve riannodare i fili della sua vita, con i suoni e le voci a lui familiari. Lui resta immobile, forse sente, forse no. Ma bisogna insistere non accettare il peggio. nessuno può dire se, e quando Schumi si riveglierà. Ma intanto è vivo, percepisce qualche stimolo e magari sarà solo questione di tempo.

Non si può ipotizzare nulla e allo stesso tempo non si può escludere nulla. Felipe Massa continua a dire che bisogna pregare. Ma non è indispensabile la fede per fargli sentire il calore, di chi,anche senza conoscerlo, freme per lui. Perchè Schumi per  anni è stato, amato o no, uno do noi, che ci ha accompagnato nelle domeniche e nelle letture dei giornali con le sue gesta. Chissà se nella sua mente stà rivivendo tutto questo come in un film.

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