Milano Cortina 2026: l’Olimpiade che ha cambiato la storia azzurra e non è ancora finita

Tra conferme attese e sorprese inaspettate, gli Azzurri hanno superato ogni previsione, firmando un risultato che segna un nuovo punto di partenza per lo sport italiano.

Milano Cortina 2026: l’Olimpiade che ha cambiato la storia azzurra e non è ancora finita

L’Olimpiade invernale di Milano Cortina 2026 non è stata soltanto un grande evento sportivo organizzato in casa.

È stata una dichiarazione di maturità dello sport italiano. Con 22 medaglie complessive, di cui 8 ori, 4 argenti e 10 bronzi, la spedizione azzurra ha stabilito il miglior risultato di sempre nella storia dei Giochi invernali e i giochi non sono ancora giunti al termine.

Superare il record di Lillehammer 1994 sembrava un obiettivo ambizioso, quasi simbolico. Invece è diventato realtà con giorni di anticipo rispetto alla chiusura dei Giochi.

Un vero gioco di squadra

Questo successo non è dato da un exploit isolato, ma da una performance diffusa, costruita su più discipline e su un mix potente di esperienza e nuove energie.

Lo sci alpino ha confermato il suo ruolo centrale.

Federica Brignone ha firmato un’impresa destinata a restare negli annali, conquistando due ori e diventando la prima italiana capace di centrare un doppio trionfo nella stessa edizione dei Giochi invernali dopo un infortunio che ha rischiato di bloccare la sua carriera.  Alla vigilia era tra le favorite, è vero. Ma tra essere favorita e scrivere la storia c’è una bella differenza. Lei l’ha fatto con una lucidità e una solidità impressionanti.

Nel pattinaggio di velocità Francesca Lollobrigida ha rispettato le attese e le ha persino superate, dominando nelle gare di lunga distanza. Era indicata come una delle carte più solide per l’Italia e ha risposto con due ori che hanno pesato enormemente sul medagliere.

Poi sono arrivate le sorprese, quelle che rendono un’Olimpiade memorabile. Nel biathlon Lisa Vittozzi ha conquistato il primo oro olimpico della storia italiana in questa disciplina. Alla vigilia si parlava di podio possibile, non certo di trionfo. E invece è arrivato il risultato che nessuno aveva davvero messo in cima ai pronostici.

Anche short track, snowboard, sci di fondo e slittino hanno contribuito con podi preziosi. Non solo medaglie individuali, ma anche risultati nelle staffette e nelle prove miste che hanno mostrato un movimento compatto e competitivo.

È questo uno degli aspetti più significativi di Milano Cortina 2026: non una o due stelle isolate, ma una squadra capace di reggere la pressione e di farsi trovare pronta nei momenti chiave. Alla vigilia le previsioni parlavano di un’Italia competitiva, in crescita rispetto alle edizioni precedenti, ma difficilmente si immaginava un bottino così ampio e distribuito. Le attese nello sci alpino femminile e nel pattinaggio sono state rispettate.

Quelle nel biathlon e in alcune prove di squadra sono state addirittura superate. In altri casi, invece, qualche delusione c’è stata, come sempre accade nello sport di alto livello. Ma il bilancio complessivo resta straordinario.

Il fattore casa ha certamente avuto un peso. Gareggiare davanti al proprio pubblico può schiacciare o esaltare. Gli Azzurri hanno scelto la seconda strada. Hanno trasformato la pressione in energia e l’aspettativa in motivazione. Milano Cortina 2026 lascia in eredità molto più di un numero sul medagliere. Lascia un’immagine di solidità, di programmazione che funziona, di atleti capaci di crescere nel momento più importante. E, soprattutto, lascia la sensazione che questo non sia un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase per lo sport invernale italiano. Quando si gioca in casa, si sogna in grande. Questa volta, l’Italia non si è limitata a sognare. Ha fatto sul serio.

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