Federica Pellegrini riparte con tre gare per il debutto stagionale in vasca lunga. La nuotatrice sarà impegnata tra oggi e domani per i 200 stile libero, e domani si tufferà due volte, tra 400 e 100 sl, contro le potenti olandesi, la bi-olimpionica Ranomi Kromowidjojo e Femke Heemskerk. Al contrario di altre nuotatrici che arrivano spavalde alle gare Federica è rimasta sempre la stessa, e ancora oggi sente le gare come dieci anni fa, sempre con ansia e trepidazione, come se fosse una finale europea.
La sua è una preparazione continua e non improvvisata, ma basata su una profonda coscienza di quello che fa e delle sue possibilità, e pretende sempre il massimo da se stessa. Ritornata dall’esperienza americana, tra Flagstaff e Fort Lauderdale, e ancora sotto shock per la tragica morte di Camille Muffat, la cui morte ha impedito all’addolorata amica francese Charlotte Bonnet di partecipare, Fede parla delle prime sensazioni di questo esordio che vede all’orizzonte i Mondiali di inizio agosto a Kazan. Proprio il 5 agosto Fede compirà 27 anni, esattamente il giorno dei 200 stile libero, la sua specialità in cui è stata due volte campionessa ed è tuttora argento in carica.
Sull’esperienza americana Federica racconta che è stata molto dura, e ha trascorso 3 settimane piene ai 200 metri. L’atleta parla del suo primo pensiero prima del tuffo, e ribadisce che è stato per Camille Muffat: Federica dice: “Sono ancora sotto shock per quanto ho visto: mi fa ancora arrabbiare che sia successo tutto questo. Aveva appena cominciato la sua vita normale: no, non si può finire così”.
E ammette che il suo secondo pensiero è stata la tensione che c’è quando si comincia, e che si arrabbia con se stessa perché pretende il massimo. Sul test impegnativo nei 200 e 100, Federica dice che: “Con la Heemskerk sarà una bella sfida, nei 100 mi “asfalteranno” di brutto…ma sarà divertente gareggiare a loro fianco nella gara regina. Sarà dura che possa batterle”.
Per quanto riguarda invece la nuova gestione che prevede più test all’estero e nuovi confronti internazionali Federica risponde: “Non dipende da noi, non siamo stati a Marsiglia essendo negli Usa: sì effettivamente abbiamo bisogno di gareggiare più spesso ai massimi livelli, speriamo che la federazione accolga le nostre richieste”.