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È morto Gianni Clerici, la penna e voce del tennis

Nella giornata del 6 giugno è scomparso Gianni Clerici, la voce più amata del tennis mondiale e considerato tra i più importanti esperti di tennis al mondo.

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Pubblicato il 7 giugno 2022, alle ore 10:14

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È morto Gianni Clerici, la penna e voce del tennis

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È morto all’età di 91 anni il giornalista ed ex tennista Gianni Clerici. Si tratta di uno dei due italiani (insieme a Nicola Pietrangeli) inseriti nella International Tennis Hall of Fame, la Hall of Fame del tennis mondiale che ha come obbiettivo quello di celebrare i tennisti più forti di tutti i tempi e altri personaggi che hanno contribuito a onorare il tennis mondiale.

Gianni Clerici nella sua carriera da tennista però ha ottenuto dei risultati piuttosto modesti, riuscendo a vincere due titoli nazionali juniores di doppio con Fausto Gardini e la Coppa de Galea a Vichy e un altro successo al “Monte Carlo New Eve Tournament”.

Ha partecipato sia al Wimbledon (ricordando di essere arrivato sul posto con la Fiat 500 “Topolino” grazie a un viaggio Como-Wimbledon di 18 ore per poi addormentarsi dinanzi al cancello a causa della stanchezza) e al Roland Garros, uscendo al primo turno, e detiene il record negativo di sei sconfitte consecutive e nessuna vittoria agli Internazionali di Roma.

La carriera da giornalista ed esperto di tennis

Negli anni però viene considerato tra i maggiori esperti di tennis del mondo, come tra l’altro viene riportato sul sito del “Tennis Fame”: “Giornalisti come l’italiano Gianni Clerici portano il grande mondo del tennis internazionale a legioni di fan in tutto il mondo. In qualità di acclamato autore di tennis, editorialista e conduttore televisivo, Clerici ha raccontato il tennis per più di 40 anni. Come giornalista sportivo, ha scritto oltre 6.000 articoli, dedicando la maggior parte del suo notevole talento alla scrittura di tennis. Il suo capolavoro, 500 anni di tennis, è stato tradotto in francese, tedesco, giapponese, spagnolo e inglese con il titolo ‘The Ultimate Tennis Book”.

Inizia a collaborare sulla carta stampata dal 1951 al 1954 con “La Gazzetta dello Sport”, e nel 1954 con “Sport Giallo” e “Il Mondo”, per poi diventare editioralista de “Il Giorno” dal 1956 fino al 1988. Nello stesso anno poi passa con “L’Espresso” e “La Repubblica”, pubblicando negli anni numerosi libri dedicati al tennis.

Le telecronache e la sua scoperta più importante

Ha conquistato il cuore degli italiani grazie alle sue incredibili telecronache insieme all’amico Rino Tommasi, ove il loro stile viene lodato anche sul sito del “Time“. La loro collaborazione con Sky termina durante il Wimbledon del 2011 quando l’emittente decide di far commentare i match dagli studi di Milano e non più sul posto.

Tra l’altro, come viene raccontato nel libro “Real Life on the Professional Tennis Tours” scritto da John Feinstein, Gianni Clerici su suggerimento di Bud Collins viene invitato un match del torneo juniores. In questa circostanza consigliò a Sergio Tacchini di mettere sotto contratto Pete Sampras, considerandolo ai tempi: “Un tennista alto ed elegante”.

L’americano poi diventerà una leggenda del tennis, ove ha vinto 7 Wimbledon, 2 Australian Open e 5 Us Open, facendo tra l’altro conoscere l’azienda di Sergio Tacchini in tutto il mondo. Nel 2006 Clerici ha definito Sampras come un tennista dalla: “Potenza più esplosiva del tennis contemporaneo, certo incoraggiata, sulla battuta, dal perfezionamento e dall’ampliamento dell’area delle racchette in grafite. Non trovò tuttavia, come altri attaccanti quali Connors, Becker, Lendl, la regolarità per affermarsi nel più duro dei tornei, sulla più lenta delle superfici: il Roland Garros. È questa, nonostante il suo record negli Slam, la lacuna che impedisce di classificarlo come il migliore di tutti i tempi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Si tratta di uno dei maggiori esperti del tennis mondiale, orgoglio italiano e non solo. Gli articoli scritti negli anni da Gianni Clerici, insieme ai suoi libri che sono stati tradotti in più di 40 lingue, lo fanno diventare immediatamente una leggenda e tra i giornalisti di tennis più rispettati di tutti.

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