Comincia a fare sul serio la squadra azzurra impegnata nella prima edizione dei Giochi Europei di Baku, la capitale azera. A stasera, gli azzurri salgono a quota 7, e soprattutto riescono a vincere il primo oro, che va a sommarsi a 5 argenti e al primo bronzo, anche questo conquistato oggi.
Il primo oro arriva dalla gara di coppia mista del tiro con l’arco – specialità non olimpica – con la coppia Valeeva-Nespoli che batte in finale la Georgia col punteggio di 5-3. “”Finché c’e’ voglia di vincere continuo, io non sono mai sazia di vittorie: per questo vado avanti”, dice la Valeeva, atleta più anziana tra i nostri.
L’argento, arriva dal giovane italo-cubano Frank Chamizo Marquez, il lottatore della categoria 65 kg che è stato sconfitto in finale dal campione olimpico in carica, l’azero Togrul Asgarov. Il giovane, classe ’92, sullo schienamento dell’azero, afferma: “Non mi era mai capitata una cosa del genere nella vita. E’ capitato proprio dove non avrei mai voluto che capitasse. E’ stato un errore mio, lui e’ un avversario di alto livello ma ce la potevo fare. Sono proprio distrutto perche’ l’argento per me e’ come se fosse l’ultimo posto. Ho faticato tanto per arrivare in finale, ho dato il massimo e poi alla fine è andata proprio male. Ero concentrato, non sono mai andato di schiena, sono un gatto“.
Il bronzo, invece, è arrivato dall’atleta maschio più ‘vecchio’ della spedizione azzurra a Baku, Giovanni Pellielo, che ottiene il terzo posto nel trap. Le sue dichiarazioni sono decisamente inusuali: “”Ho sempre vissuto l’inizio di un quadriennio olimpico pensando all’Olimpiade, programmando la distanza, senza mai pensare che invece il venerdì sera possiamo andare a letto e il sabato possiamo anche non disputare più quella gara, per cui questa cosa mi ha segnato profondamente e oggi più che mai godo ed ho soddisfazione in quello che faccio perché riesco ad assaporare ogni momento, ogni competizione, ogni gara, senza pensare troppo in là”.
Poi chiude: “Io faccio il mio, mi alleno, mi preparo sempre al meglio, però non ci penso, ho visto troppe persone in questo ultimo scorcio di tempo fare troppi programmi e poi non poterli realizzare e questa cosa mi ha profondamente segnato”.