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Australian Open, gli incendi in Australia provocano disagi: numerosi match rinviati e tennisti costretti al ritiro

Gli incendi in Australia stanno causando numerosi disagi anche nel mondo dello sport, con alcuni tennisti come Elena Svitolina e Mandy Minella, che si sono lamentati per l'ambiente in Australia. Proprio per l'aria irrespirabile, Dalila Jakupovic è stata costretta al ritiro.

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Pubblicato il 15 gennaio 2020, alle ore 19:01

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Australian Open, gli incendi in Australia provocano disagi: numerosi match rinviati e tennisti costretti al ritiro

La situazione in Australia è molto più grave del previsto. Una delle zone più colpite dagli incendi sono il Nuovo Galles del Sud, Victoria, Queensland, Australia Meridionale, Australia Occidentale e Tasmania in cui l’area incendiata, fino al 6 gennaio, raggiungeva gli 8,4 milioni di ettari, 4,9 milioni dei quali solo nel Nuovo Galles del Sud.

Secondo la National Aeronautics and Space Administration (NASA), il fumo degli incendi dell’Australia si è già sparso per tutto il mondo, per poi ritornare nei cieli a est dello stesso Paese. La nazione più colpita da questi problemi è la Nuova Zelanda, poiché il fumo degli incendi sta “causando notevoli problemi alla qualità dell’aria”.

I problemi nel mondo del tennis

In questi giorni si stanno effettuando le qualificazioni all’Australian Open, il primo dei quattro tornei annuali di tennis del Grande Slam (gli altri sono Wimbledon, Roland Garros e l’US Open) che si tiene ogni anno a Melbourne in Australia durante la terza e la quarta settimana di gennaio.

Purtroppo le condizioni climatiche stanno causando numerosi problemi all’organizzazione ed agli stessi tennisti. La slovena Dalila Jakupovic è caduta in ginocchio dopo un colpo di tosse durante il primo turno di qualificazione contro la svizzera Stefanie Voegele. Per questo motivo, nonostante si trovava in vantaggio, ha dovuto alzare bandiera bianca.

In conferenza stampa ha dichiarato: “Mi sono spaventata. Io non ho mai avuto problemi di salute ma non riuscivo più a respirare e sono caduta a terra. Non è giusto che gli organizzatori chiedano ai giocatori di scendere in campo in quelle condizioni. Non è salutare per noi, pensavo che non avremmo giocato oggi, ma non abbiamo molta scelta“.

Elena Svitolina invece lascia parlare i suoi canali social, scrivendo su Twitter un breve messaggio ma molto significativo: “Molto pericoloso. Perché  dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di brutto per fare qualcosa?”. Una domanda che al momento non ha ancora una risposta.

Molto preoccupata anche la lussemburghese Mandy Minella che, sempre su Twitter, propone gli organizzatori di spostare i match di sabato o domenica, o al massimo ridurre i match maschili a soli tre set. Ma al momento neanche questi consigli sembrano essere stati seguiti dagli organizzatori.

Intanto Tom Larner, il direttore generale di Tennis Australia, ha dichiarato che le problematiche legate all’inquinamento dell’aria verranno trattate con la stessa logica delle situazioni di caldo o di pioggia: “Fermeremo le gare se i medici valuteranno che le condizioni sono pericolose per la salute”.

I big però non si sono fermati, con Novak Djokovic (uno dei primi a proporre il rinvio dell’Australian Open), Roger Federer, Rafa Nadal e le Williams stanno cercando di allenarsi al coperto per provare a cercare di arginare il più possibile questa problematica.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - La situazione è grave e credo che sia doveroso cercare di spostare i match nei prossimi mesi. E pur vero che i calendari dei tennisti sono zeppi di impegni, ma è assurdo che debbano rischiare la vita per una situazione evitabile. Resta impossibile un annullamento del torneo, vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà.

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