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AO, Djokovic espulso dall’Australia, per Oliver Brown il tennista è stato trattato come una "pedina politica"

Novak Djokovic è stato respinto all'aeroporto australiano a causa di un errore sul visto, che lo ha costretto a ritornare indietro e rinunciare agli Australian Open 2022.

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Pubblicato il 6 gennaio 2022, alle ore 11:13

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AO, Djokovic espulso dall’Australia, per Oliver Brown il tennista è stato trattato come una "pedina politica"

Salvo clamorosi colpi di scena, Novak Djokovic non parteciperà alla prossima edizione degli Australian Open, il primo Grande Slam dell’anno che si disputerà a Melbourne. Il numero al mondo, dopo aver annunciato la sua partecipazione su Instagram grazie a una speciale esenzione medica, viene respinto dall’aeroporto di Tullamarine costringendolo quindi a tornare indietro dopo oltre sette ore d’interrogatorio.

“Djokovic non è riuscito a fornire prove adeguate per soddisfare i requisiti di ingresso in Australia” si legge nella recente nota pubblicata dall’agenzia governativa dell’Australian Border Force: “Così il suo visto è stato successivamente annullato”. I legali del tennista avrebbero deciso di passare alle vie legali, ma difficilmente cambieranno la decisione appena presa.

Il pensiero di Oliver Brown sull’espulsione di Novak Djokovic

In un interessante articolo pubblicato da Oliver Brown sul “The Telegraph” si analizza il “no” dato a Novak Djokovic per partecipare agli Australian Open. Per il giornalista sportivo Novak viene punito per dei semplici interessi politici perché l’Australia è ora Covid-central, con 34.994 casi nel Nuovo Galles del Sud giovedì e 21.997 a Victoria.

Quindi, come riportato da Brown, il rifiuto di Djokovic a partecipare al torneo, nonostante una iniziale approvazione degli organizzatori dell’AO, provengono solamente da una decisione di Scott Morrison, primo ministro del Commonwealth dell’Australia, e dare un messaggio per campagna politica. Infatti tra quattro mesi sarà protagonista di un’elezione federale che, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbe facilmente perdere.

“È sorprendente che a questa saga sia mai stato permesso di raggiungere una farsa così alta afferma con decisione Brown nel suo lungo articolo che poi aggiunge: “È ancora possibile sentirsi un po’ a disagio per come un nove volte campione dell’Australian Open, una figura che nel 2020 ha donato denaro per aiutare i soccorsi dai devastanti incendi boschivi del paese, sia stato sottoposto a una così spietata. Questo disagio è amplificato dall’atteggiamento di Morrison e dei suoi ministri, il che suggerisce che Djokovic non è tanto l’artefice della sua rovina quanto una pedina in un cinico gioco politico.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Rifiutare Novak Djokovic agli Australian Open, dopo che gli organizzatori del torneo hanno detto di sì, equivale semplicemente ad una scelta politica. Il tennista può essere amato od odiato, sempre sportivamente parlando, ma quando scende un ministro in campo, soprattutto a pochi mesi dalle elezioni politiche, significa semplicemente che ci sono altri scopi.

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