Il palazzetto di Bologna è esploso in gioia: l’Italia si conferma dominatrice della Coppa Davis, conquistando il terzo titolo consecutivo sotto la guida del capitano Filippo Volandri. La squadra azzurra, priva di Sinner, ha superato la Spagna senza Alcaraz, portando a casa un risultato pieno di 2-0 grazie a due prestazioni eccezionali che hanno combinato esperienza e grinta giovanile.
Matteo Berrettini ha aperto le danze, imponendosi in maniera netta su Pablo Carreno Busta, mentre il giovane Flavio Cobolli ha regalato al pubblico un’autentica impresa tennistica. La partita di Cobolli contro Jaume Munar è stata un concentrato di determinazione, tattica e resistenza fisica. Dopo un primo set disastroso, chiuso 6-1 a favore dello spagnolo, Cobolli sembrava svuotato dalle fatiche della semifinale contro il belga Bergs, ma non ha mollato. Il secondo set ha segnato la svolta: l’azzurro ha trovato ritmo e lucidità, ribaltando il punteggio nel tie-break grazie a dritti incisivi e smash precisi, chiudendo 7-6 dopo un’ora e cinquanta di battaglia intensa.
Il terzo set ha confermato la solidità mentale di Cobolli. Munar ha tentato la reazione, ma l’italiano ha saputo sfruttare le prime crepe nell’avversario, conquistando il break decisivo sul 5-5 e chiudendo 7-5 con un dritto vincente che ha consacrato la vittoria. Il giovane tennista ha dimostrato di avere il carattere e la forza necessari per guidare la nazionale anche in assenza delle sue stelle assolute, confermando il valore di un gruppo costruito su solidarietà, coesione e sacrificio.
Con il successo di Bologna, l’Italia festeggia la quarta Coppa Davis della sua storia, la prima conquistata sul suolo nazionale, a 49 anni dalla vittoria cilena del 1976. La squadra azzurra ha saputo unire esperienza e talento emergente, dimostrando come la continuità e il lavoro di squadra possano compensare l’assenza di singoli campioni. La città di Bologna, teatro della vittoria, si prepara già ad ospitare il prossimo anno la difesa del titolo nel nuovo palazzo dello sport della Virtus, assicurando continuità e spettacolo agli appassionati italiani. Questa edizione della Coppa Davis rimarrà negli annali non solo per la performance sul campo, ma anche per il cuore e la determinazione mostrati dagli azzurri, un esempio di come lo sport possa celebrare amicizia, impegno e passione, oltre al puro talento tecnico.