Esiste un gioco che inizia a spopolare in larga scala in tutta Italia. Arriva dai paesi nordici è si chiama Bubble Football,inizialmente concepito come zorbing negli Stati Uniti per emulare i criceti dentro il proprio pallone per poi rotolare nelle colline degli States per provare una scarica di adrenalina.
Approdato in Europa ha subito una modifica più sobria ed riadattata per un uso più “sportivo”. Infatti al posto del pallone che prima avvolgeva tutto il corpo della persona ora copre solamente il busto. Ma le caratteristiche non finiscono qui, infatti l’utilizzo di questa “bolla di sapone gigante” favorisce la protezione del corpo durante le partite. Ed è qui che ne deriva il nome, così unico appunto, il Bubble Football.
Meglio precisare che le regole delle partite non cambiano da una classica partita a calcetto con gli amici; cambia invece il brivido di ciò che si prova a partecipare; infatti, giocando a Bubble Football, si ha il vantaggio che le cadute sono meno dolorose, permette di fare acrobazie folli ed adrenaliniche, provare la sensazione di rimbalzare, provare la sensazione di essere il pallone stesso. Essere un pallone che gioca a pallone.
Insomma per chi è alla ricerca di un nuovo sport estremo estivo, il Bubble Football è perfetto; si prevede comunque che questo sport non sarà solamente un tormentone estivo ma, probabilmente, coinvolgerà un numero crescente di persone, anche solo con lo scopo di provarlo almeno una volta.
In tutto il paese infatti sono iniziate a sorgere delle strutture Indoor dove lo si potrà praticare anche nella stagione invernale; già esistono squadre che organizzano tornei di Bubble Football.Tornei a livello amatoriale, con squadre nate per rivoluzionare la classica partitina di calcetto con i propri amici.
Di certo ci vorrà del tempo prima di vedere le partite di Bubble Football in televisione, ma la passione degli italiani per il calcio agevolerà sicuramente la diffusione di questo nuovo sport. Immaginate come sarebbero andate le cose se Chiellini nella partita contro l’Uruguay avesse indossato il Bubble Suit.
Ma queste sono delle piccole riflessioni, l’importante è che l’estate 2014 (tempo permettendo) lasci il brivido per aver praticato qualcosa di nuovo.