Calciomercato: quando una recluta vale più di un veterano

La sessione di mercato più avvincente degli ultimi anni sta consolidando una nuova regola: ormai i giovani valgono molto più dei giocatori all'apice della propria carriera. Da quando un sogno vale più di una certezza?

Calciomercato: quando una recluta vale più di un veterano

Il calciomercato di quest’anno si sta profilando come uno dei più avvincenti dell’ultimo decennio, quantomeno per quel che riguarda la nostra Serie A. Il clima di severa austerity che regnava ai tavoli delle trattative fino all’estate scorsa sembra essere improvvisamente svanito, e se a livello globale la crisi economica sta gradatamente dissipandosi, per quel che riguarda le casse dei club del nostro campionato il percorso verso una nuova “mini età dell’oro” sembra essere stato molto più immediato.

L’arrivo dei grandi investitori a Milano ha infatti illuminato d’immenso i sorrisi di Galliani ed Ausilio, chiamati finalmente a fare mercato con la possibilità di spendere e spandere nelle maniere che possano ritenere più opportune: Tohir, il Taikun indonesiano presentatosi ai tempi al grido di “Prima si vende, poi si compra” e con Niky Ventola come idolo, ha improvvisamente cambiato marcia.

Così sono approdati ad Appiano Gentile Kondogbia, Montoya, Miranda e Murillo, per una vera e propria rivoluzione dell’11 titolare che sembra non essere destinata a fermarsi qui. Pare intanto essersi raffreddata la pista che portava all’arrivo di Ondrej Duda, talentuoso trequartista del Legia Varsavia, per il quale i polacchi chiedono almeno 5 milioni di euro. Il ragazzo vuole misurarsi (giustamente) con una realtà più competitiva, ed il club vuole monetizzare, ma ad oggi non è ancora pervenuta un’offerta che si possa ritenere soddisfacente.

Duda è quindi sceso in campo ieri nel 2° turno d’andata dei preliminari di Europa League contro il Botosani, giocando l’intera partita e siglando la rete che è valsa la vittoria del Legia per 1-0. Il giocatore ha un contratto di 4 anni, e l’Inter-se veramente interessata-farebbe bene a chiudere prima che il prezzo inizi a lievitare.

Già, perché una delle caratteristiche più peculiari di questo calciomercato, è il valore monetario che viene attribuito ai giovani: negli ultimi anni abbiamo potuto assistere ad uno straordinario inasprimento dei prezzi, non solo per quanto riguarda i giocatori già formati, bensì in particolar modo per le giovani promesse. Ormai è sufficiente una buona stagione per far sì che il valore di un ragazzo venga praticamente decuplicato.

Basti pensare a Romagnoli, 20enne di ottime speranze, che dopo aver ben figurato l’anno scorso nella Samp di Mihajilovic ha visto il suo valore schizzare letteralmente alle stelle: la Roma infatti non accetterà per lui meno di 30 milioni. Discorso analogo va fatto anche per Rugani, talentuoso centrale difensivo della Juventus, per il quale è stata rifiutata un’offerta di 22 milioni da parte del Napoli.

Lo stesso Kondogbia, 22 anni fatti a Febbraio, è stato pagato 36 milioni (30+bonus) dai nerazzurri, nonostante abbia giocato 33 partite stagionali collezionando due goal ed un assist (un rendimento non male per un mediano della sua età, ma i numeri rendono palese quanto il paragone con Pogba sia decisamente azzardato). Praticamente quasi la stessa cifra che ha convinto la Juventus a privarsi di Vidal, autore di una grande stagione (28 partite, 7 goal e 4 assist in Serie A, e bacheca aggiornata con un campionato ed una Coppa Italia, ai quali vanno ad aggiungersi una finale di Champions League e la conquista della Copa America giocata da protagonista).

Certo il francese ha l’età dalla sua, ma il confronto rende bene l’idea di quanto la “corsa ai giovani” possa costare cara ad un club di alto profilo. L’esempio più emblematico è senz’altro rappresentato dal già citato Pogba, “Mister 100 milioni di euro”, per il quale Raiola chiederà un ingaggio non inferiore ai 12 milioni netti stagionali. Più premi. Non male, per un ragazzo che ne ha appena fatti 22 a Marzo.

Persino il piccolo Midtjylland, giovanissima realtà danese che ha vinto quest’anno il primo titolo nazionale della sua storia, chiede non meno di 8 milioni per il suo gioiellino Pione Sisto, seguito insistentemente da alcuni dei migliori club europei. Insomma, il “mercato verde” negli ultimi tempi si è gonfiato a tal punto da rasentare l’inaccessibilità, e non fa sconti per nessuno. O quasi.

Perché in Olanda, i grandi saldi stanno diventando la regola. Ne sa qualcosa la Lazio, che l’anno scorso è riuscita ad acquistare il miglior difensore centrale degli ultimi mondiali (arrivato terzo con la sua Olanda, grazie al 3-0 rifilato al Brasile nella finalina) prelevandolo dal Feyenoord per soli 8,5 milioni di euro. Stiamo parlando ovviamente di De Vrij.

Quegli 8,5 milioni sono una cifra irrisoria rispetto al valore reale del giocatore, classe ’92 ma all’epoca già titolare in Eredivise da 5 anni, e con 28 gettoni collezionati con la nazionale olandese (della quale è da tempo un perno insostituibile). Per non parlare di Bakkali, che ha raggiunto il Valencia a parametro 0, o del “CR7 d’Olanda” Kishna, oramai quasi biancoceleste per una cifra tra i 3 ed i 4 milioni di euro. Follie del calciomercato.

Insomma, ad oggi un giovane vale più d’un veterano. Tranne in quell’Olanda che, paradossalmente, i prodotti del vivaio li aveva sempre saputi vendere a peso d’oro. Almeno fino a ieri.

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