Nel nuoto sincronizzato, l’Austria non vanta una grande tradizione. Eppure, in questa prima edizione dei Giochi Europei, ecco la storia che non ti aspetti: le sorelle Alexandri, Anna-Maria ed Eirini-Marina, hanno conquistato un incredibile argento. La vicenda diventa ancora più incredibile, se si pensa a quello che era successo al Villaggio degli Atleti a tre sincronette austriache, investite da un bus, che hanno costretto l’Austria a rinunciare alla gara a squadre.
Proprio a Vanessa Sahinovic, ricoverata a Vienna con fratture multiple, in coma indotto e a rischio paralisi, e a Luna Pajets, che se l’è cavata con una frattura del gomito, va la dedica delle due sorelle: “Non avremmo mai immaginato che avremmo vinto un argento. Volevamo solo una medaglia, il colore non era importante. Ma abbiamo affrontato questa gara con tanta forza mentale. Abbiamo avuto il sostegno di tutto il mondo e del nostro Comitato olimpico. Siamo orgogliose di quello che abbiamo fatto. Questa medaglia la dedichiamo a Vanessa e Luna”.
Luci della ribalta anche per Verena Breit, la terza delle atlete austriache investite dal bus, che è scesa in piscina durante le qualificazioni, nonostante la forte contusione rimediata alla coscia: “E’ stata coraggiosa, è scesa in acqua per Vanessa e Luna”, dice Eirini-Marina.
Ci sono molti dubbi, però, sul valore sportivo di questa medaglia, dato che probabilmente il voto dei giudici ha risentito di quanto avvenuto. Non una compensazione, sia chiaro – anche perché di certo una medaglia non potrebbe bastare -, ma il fatto che l’Austria abbia messo davanti a sé Spagna e Ucraina, ben più forti nel nuoto sincronizzato, lascia ancora qualche dubbio. Alla fine, però, quel che resta è un bel momento di sport, dopo l’incredibile tragedia che ha sconvolto la vigilia dei Giochi Europei.