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Colpi alla testa e insulti ai bimbi dell’asilo: tre maestre e una bidella finiscono nei guai

Ancora violenza nei confronti di alunni di un asilo: tre insegnanti ed una collaboratrice scolastica dell’area dei Castelli Romani, alle porte di Roma, finiscono ai domiciliari.

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Pubblicato il 8 gennaio 2019, alle ore 16:32

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Colpi alla testa e insulti ai bimbi dell’asilo: tre maestre e una bidella finiscono nei guai

Ancora violenza ai danni dei più piccoli: al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura, i carabinieri della compagnia di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di tre insegnanti e di una collaboratrice scolastica, tutte di età compresa tra i 55 ed i 65 anni.

Le quattro donne sono ritenute responsabili di episodi ripetuti di violenza nei confronti di alunni di un asilo dell’area dei Castelli Romani, alle porte di Roma. Le indagini erano partite a seguito di alcune denunce: alcuni genitori, infatti, notando qualche piccolo livido e ascoltando dei racconti frammentari da parte dei figli, avevano deciso di rivolgersi ai carabinieri.

Secondo alcuni accertamenti eseguiti dagli inquirenti, effettuati attraverso intercettazioni ambientali e riprese video delegate dall’autorità giudiziaria, si sono potuti appurare diversi episodi di violenza che le quattro arrestate compivano, in pratica quotidianamente, nei confronti di bambini inermi.

Nel provvedimento giudiziario notificato questa mattina dai carabinieri della compagnia di Velletri, il giudice per le indagini preliminari descrive un grave quadro indiziario nei confronti delle quattro donne, ritenute responsabili di condotte di «sopraffazione sistematica» perpetrate nella loro attività lavorativa su bimbi dai 3 ed i 5 anni.

In un video diffuso oggi, uno dei tanti raccolti dai carabinieri durante le indagini, si vedono alcuni bambini strattonati con forza o costretti con la forza a sedersi al banco. Le maestre e la collaboratrice scolastica individuate come responsabili delle violenze sono ora agli arresti domiciliari, regime cautelare a cui dovranno sottostare fino a nuove disposizioni da parte del giudice.

Intanto sul caso si è riacceso il dibattito tra chi vorrebbe sistemi di videosorveglianza all’interno delle scuole e chi invece vorrebbe inserire figure professionali di controllo, ritenendo l’uso delle telecamere inutile in quanto permetterebbe di intervenire solo a reato già consumato.

Inoltre, la presenza delle telecamere potrebbe non bastare a scongiurare tali violenze, in quanto non è possibile catturare quelle che avvengono in “punti ciechi”, come i bagni o alcuni corridoi.

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