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PediPower: la scarpa che ricarica lo smartphone

Quattro studenti di ingegneria meccanica hanno ideato PediPower, la scarpa in grado di ricaricare il cellulare semplicemente camminando, tramite un generatore presente sulla scarpa

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Pubblicato il 23 maggio 2014, alle ore 16:41

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Avere lo smartphone sempre carico, senza mai usare il carica batteria, è un po’ il sogno di tutti: grazie a PediPower, questo desiderio sembra essere diventato realtà. Infatti, un gruppo di quattro ragazzi – Carlos Armada, Julian Castro, David Morilla e Tyler Wiest – studenti del college della Rice University di Houston, iscritti ad ingegneria meccanica, ha realizzato un dispositivo in grado di trasformare un paio di scarpe in un piccolo generatore elettrico, sfruttando l’energia cinetica prodotta dalla camminata. Il progetto ha attirato l’interesse della società Cameron, specializzata in attrezzature e servizi per l’industria petrolifera e del gas, che li ha affiancati nel progetto.

pedipower_scarpe_carica_battieria

Tecnicamente, il funzionamento di PediPower è questo: una leva con il fulcro verso il centro della suola, con la spinta che riceve dal peso del corpo quando si appoggia il tallone, genera e trasmette un moto che attiva un piccolo generatore elettrico posto sul lato della calzatura, energia che poi viene conservata in una batteria posta nella cintura.

PediPower-scarpe

Il dispositivo PediPower è indubbiamente utilissimo, quanto è sicuro che dovrà essere perfezionato e ridimensionato per essere reso un prodotto commerciale; i prototipi sono in grado di fornire in media 400 milliwatt che sono sufficienti per ricaricare una batteria.

“Siamo andati al laboratorio e abbiamo studiato la distribuzione di forza nella parte inferiore del piede, per vedere dove si esercitasse più forza”, ha spiegato David Morilla, uno dei quattro ragazzi.

pedipower

Già nel 2010, il liceo C. Salutati di Montecatini Terme, con la supervisione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, aveva creato un dispositivo simile in grado di riciclare l’energia prodotta durante la corsa; l’idea fu trasformata in un prototipo (le scarpe Hermes) che ha attirato l’attenzione dei giornali e di alcuni calzaturifici italiani.

Per quanto riguarda le possibili applicazioni future, la speranza è di poter applicare lo stesso principio per i dispositivi medici salva-vita.

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