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Francia: per i giudici il gallo Maurice potrà continuare a cantare senza inibizioni

Per il tribunale di Rochefort, il gallo Maurice ha tutto il diritto di cantare fin dalle prime luci dell’alba. I vicini di casa, che lo avevano denunciato per disturbo della quiete pubblica, dovranno versare alla proprietaria mille euro di indennizzo.

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Pubblicato il 9 settembre 2019, alle ore 16:42

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Francia: per i giudici il gallo Maurice potrà continuare a cantare senza inibizioni

Il gallo Maurice ha tutto il diritto di cantare sin dalle prime luci dell’alba. È questo in sintesi il contenuto della sentenza con la quale il tribunale di Rochefort ha deciso di dirimere una vicenda che aveva diviso l’opinione pubblica francese.

Tutto ha avuto inizio dalle lamentele dei vicini di casa della signora Corinne Fesseau, proprietaria nel dipartimento marittimo di Charente – sull’isola di Saint-Pierre d’Oléron – di un gallo estremamente ligio al tradizionale rito mattutino del chicchirichì. Il suo canto, puntuale come un orologio svizzero, oltre a prolungarsi con insistenza, rendeva difficile il riposo mattutino, tanto da costringere alcuni vicini ad adire le vie legali.

Invocando le norme a tutela della quiete pubblica, è partita una battaglia tra avvocati che ha appassionato l’intero paese. Alla fine, a spuntarla è stato il pennuto tanto inviso ai vicini della signora Fesseau. Il gallo, diventato nel frattempo una celebrità anche perché considerato l’animale simbolo della Francia, non solo ha visto soccombere la controparte che l’aveva denunciato, ma ha anche ottenuto il risarcimento del danno per mille euro oltre agli interessi, con conseguente rimborso delle spese processuali sostenute dalla padrona.

Per Julien Papineau, avvocato difensore del pennuto, “nel diritto francese occorre dimostrare una molestia e questo non è stato fatto”. La proprietaria del gallo ha infatti precisato che quella di Maurice è la vittoria di tutti coloro che si trovano in una situazione simile alla sua. Sotto questo punto di vista, sperando che tale sentenza possa fare giurisprudenza, sarebbe auspicabile dare vita a quella che lei stessa ha ribattezzato “legge Maurice”, in altre parole a una norma che possa definire quelli che sono i rumori tollerabili in un contesto di campagna.

Nel frattempo il gallo, oltre a diventare una star, è stato eletto simbolo della ruralità francese minacciata dagli standard di vita della società moderna. Il suo caso ha infatti portato ad indire una petizione “pro-Maurice” firmata da 140 mila persone, con tanto di stampa di magliette con la scritta Let me sing (lasciatemi cantare). Nel frattempo, la sua vicenda ha ampiamente oltrepassato le frontiere nazionali, arrivando ad interessare diversi quotidiani stranieri, tra cui figura l’autorevole New York Times.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Chi vive in campagna, deve aspettarsi di potersi trovare a stretto contatto con diversi animali, tra cui i galli. Di conseguenza, non c’è molto di cui lamentarsi, anche perché - nel caso di Maurice - non sono mancate le perizie, con tanto di tecnico che ha registrato il canto, documentando gli orari delle sue “esibizioni”. Alla fine, a prevalere è stato proprio lui, che può finalmente cantare, anzi…cantar vittoria.

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