Il 24enne kenyano Paul Mutora, ricoverato presso il Naivasha District Hospital, a nord ovest della capitale Nairobi, in seguito ad un tentativo di suicidio per avvelenamento, era stato dichiarato morto; portato all’obitorio, ha riaperto gli occhi poco prima che i medici iniziassero le procedure per l’imbalsamazione del suo corpo. Il suo tentativo di togliersi la vita ingerendo dell’insetticida è avvenuto dopo l’ennesima lite domestica, stavolta con il padre.
Come ha dichiarato Joseph Mburu, uno dei dirigenti dell’ospedale che ha confermato l’incidente, il motivo di questa “svista”, molto probabilmente, è dipeso dalla somministrazione di un farmaco (atropina) che si usa per contrastare l’assunzione di sostanze velenose e che, come effetti, provoca una diminuizione della frequenza cardiaca, oltre alla dilatazione delle pupille; con ogni probabilità, i medici sono stati tratti in inganno dalla condizione di morte apparente del paziente e, non sentendo i battiti del cuore, hanno pensato che Paul fosse passato a miglior vita!
Dopo una notte passata tra i cadaveri, è avvenuto il risveglio che ha sorpreso e leggermente terrorizzato il personale medico. In Sudafrica è prassi abbastanza ricorrente quella di far trasportare i defunti direttamente all’obitorio, senza aspettare gli accertamenti di un medico che certifichi di fatto lo stato di morte; le autorità kenyote hanno avviato un’inchiesta sul caso.