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Compra un paio di pantaloni e trova un tragico messaggio “Siamo schiavi, salvateci”

Un paio di pantaloni nascondevano la disperata richiesta d'aiuto di alcuni lavoratori cinesi costretti a condizioni disumane. Si indaga sull'accaduto per confermare la storia

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Pubblicato il 27 giugno 2014, alle ore 10:49

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Compra un paio di pantaloni e trova un tragico messaggio “Siamo schiavi, salvateci”

Un paio di pantaloni nascondevano un messaggio proveniente dalla Cina. È stata questa la scoperta di una donna inglese, che ha trovato un messaggio davvero disperato all’interno di un pantalone, acquistato in una catena di abbigliamento low cost a Belfast, nell’Irlanda del Nord.

“Siamo schiavi cinesi, qui ci sfruttano come animali: salvateci” sono queste le parole disperate di questa incredibile richiesta d’aiuto affidata ad un pantalone. Il messaggio è stato trovato soltanto adesso, ma in realtà il capo d’abbigliamento è stato acquistato dalla donna ben tre anni fa, ma per un difetto alla zip non era mai stato indossato.

La donna, che ha trovato il curioso messaggio, non ha compreso il contenuto dal momento che era scritto in lingua cinese, ma l’unica cosa a lei comprensibile era la scritta “SOS”, ripetuto ben tre volte ed accompagnato da altrettanti punti esclamativi. Questo ha fatto capire alla donna che quel foglio non era finito in quel pantalone per caso, ma era una vera richiesta d’aiuto.

Una prima traduzione del messaggio ha portato alla luce il disperato appello di questi lavoratori. La donna ha, quindi, deciso di rivolgersi ad Amnesty International per denunciare l’accaduto ed ha avuto conferma della gravità del messaggio trovato all’interno di quel paio di pantaloni.

Compra un paio di pantaloni e trova un tragico messaggio "Siamo schiavi, salvateci"

“Siamo detenuti nella prigione Xiangnan di Hubei, in Cina. Da molto tempo lavoriamo in carcere per produrre abbigliamento per l’esportazione. Ci fanno fare turni di 15 ore al giorno. Quello che ci danno da mangiare è perfino peggio di quello che si darebbe a un cane o un maiale. Siamo tenuti ai lavori forzati come animali. Chiediamo alla comunità internazionale di condannare la Cina per questo trattamento disumano” si legge nel disperato messaggio di queto lavoratori.

Amnesty International si sta occupando di questo caso, sebbene abbia dichiarato che “E’ una storia molto difficile da verificare”. L’associazione, però, ha confermato che le condizioni in cui molti lavoratori dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa sono costretti a lavorare sono davvero disumane. Ad indagare su questa vicenda anche la Primark, l’azienda che vendeva i pantaloni che contenevano il terribile messaggio e che in passato è già finita al centro di polemiche di questo tipo. “Troviamo però strano che il biglietto sia venuto alla luce solo ora” ha sottolineato l’azienda dal momento che dai controlli ai fornito negli ultimi anni non sono mai emerse irregolarità di alcun tipo.

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