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Chuck Feeney, il miliardario felicemente povero

Il fondatore de "The Atlantic Philanthropies" e co-fondatore del "Duty Free Shoppers Group" sceglie di donare i suoi beni perché "è molto più divertente dare mentre vivi che dare mentre sei morto".

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Pubblicato il 20 settembre 2020, alle ore 23:02

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Chuck Feeney, il miliardario felicemente povero

Possedeva un patrimonio miliardario, ma anziché conservarlo oltre la morte ha perseguito un suo obiettivo: “metterlo a disposizione di enti di beneficenza, per vederne i frutti mentre è ancora in vita”, scrive così il Corriere della Sera parlando di Chuck Feeney, il filantropo 89venne irlandese con cittadinanza statunitense.

Con Robert Miller, nel 1960, Feeney ha fondato il colosso della vendita al dettaglio “Duty Free Shoppers Group”, presente in molte parti del mondo, in particolare dove passavano ricchi viaggiatori pronti ad acquistare prodotti di lusso.

Chuck Feeney conduceva una vita semplice e saggia: prima o poi si dovrà lasciare tutto su questa terra, e dunque perché non donare finché si è in vita?  Questo il significato del motto “Giving While Living“. A chi gli chiede ulteriori spiegazioni Feeney risponde: “Provalo, ti piacerà“. In molti hanno accolto la sfida: tra questi Bill Gates, Warren Buffett, Laurene Powell Jobs, Sandy Well e John Arnold.

Negli ultimi quattro anni, Chuck Feeney, ha donato 8 miliardi di dollari per realizzare progetti filantropici. All’istruzione ha dato 3,7 miliardi, più di 870 milioni per progetti sui diritti umani e sul cambiamento sociale (62 milioni di dollari affinché venga abolita la pena di morte negli USA), e per la salute ha dato più di 700 milioni di dollari. Fondazioni, enti di beneficenza e università di tutto il mondo hanno goduto delle sue donazioni. Il nome di Feeney, nelle sue donazioni, non appariva mai. Sceglieva il silenzio.

Nel 1982 Chuck Feeney ha fondato “The Atlantic Philanthropies“, che da quanto si legge nel Corriere della Sera è “una delle più grandi fondazioni private al mondo che si concentra su cause di salute pubblica, sociali e politicamente liberali”. Qualche giorno fa, il 14 settembre, Feeney ha posto fine alla fondazione, dopo che già nel 2019 aveva affermato: “Le nostre donazioni si basano sulle opportunità, non su un piano per restare a lungo in attività“. Nancy Pelosi, presidente della Camera, ha ringraziato Feeney per quanto ha fatto con una lettera ufficiale del Congresso degli Stati Uniti. Dal canto suo, l’ex miliardario è sempre stato convinto che “è molto più divertente dare mentre vivi che dare mentre sei morto“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - È difficile da dirsi, ma è proprio così: donare finché si è in vita ha il sapore della contentezza (e penso anche della libertà) non sperimentabile da morti. C'è anche da considerare quel vedere che il denaro donato permette di realizzare progetti importanti, e non sta fermo in un cassetto della Banca. Non tutti, però, possono permetterselo. Anzi, solo alcuni.

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