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Maxwell Hazan: creatore di esemplari unici di motociclette custom

Lavorando da solo, l’artista statunitense Maxwell Hazan dà vita ad esemplari unici di motociclette, ciascuno dei quali è il risultato di un’intensa opera di artigianato che dura dai sei agli otto mesi

Moto
Pubblicato il 12 giugno 2014, alle ore 12:57

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Maxwell Hazan: creatore di esemplari unici di motociclette custom

La M.A.D. Gallery MB&F è orgogliosa di esporre le ultime due creazioni dell’atelier Maxwell Hazan Motorworks di Brooklyn: la Royal Enfield e la Harley Davidson Ironhead. Lo stile rétro, le superfici lievemente smerigliate ed un accenno di patina conferiscono a queste moto un aspetto vintage, mentre componenti non convenzionali, come il fanale di un trattore e addirittura utensili da cucina, giocano un ruolo preciso nella loro architettura complessiva. La complessità meccanica dei motori a vista contrasta con la pulizia del design, accentuando ulteriormente la tensione creativa.

Psicologo per formazione, il trentatreenne artista Maxwell Hazan ha fondato Hazan Motors nel 2012, intraprendendo la carriera di creatore di motociclette a causa di una disavventura. Costretto sul divano per tre mesi da un incidente con la moto da cross, trascorreva diverse ore delle sue giornate osservando la bici da spiaggia che teneva in soggiorno. Dopo aver dato seguito all’idea di installarci un motore, Maxwell Hazan ha capito che la motocicletta era il mezzo di trasporto che più lo ispirava. Da quando svolge l’attività professionalmente, Maxwell Hazan ha costruito quattro moto: le ultime due, esposte nella M.A.D. Gallery, sono le prime che ha realizzato da zero, costruendone personalmente tutti gli elementi, ad eccezione dei motori. Ed è proprio il motore il punto di partenza per l’artista newyorkese: Maxwell Hazan ne cerca uno che considera esteticamente gradevole e, una volta trovato, gli costruisce intorno la sua opera.

Adoro cominciare da zero, anche se ci vogliono un sacco di tempo e di fatica”, spiega. “Mi permette di costruire senza compromettere il design: ogni pezzo ha esattamente le caratteristiche e la posizione che desidero. Riesco a creare oggetti davvero unici e puri”. Le macchine realizzate da Maxwell Hazan, in effetti, possono contenere qualsiasi elemento che catturi la sua attenzione. “A priori non escludo nulla – continua -, è tutto fatto a mano a partire da semplice acciaio o da oggetti che trovo. Mi è addirittura capitato di usare dei bicchierini da liquore come coprifanale e di r!ealizzare un fanale posteriore con una paletta da gelato”.

La Royal Enfield di Maxwell Hazan

Maxwell Hazan si è innamorato del motore della Royal Enfield quando ha visto una foto di quella che sua sorella aveva noleggiato in India. Due anni fa ha deciso di acquistare una Royal Enfield del 1996, a cui ha lavorato ininterrottamente per sei mesi.Era la prima volta che costruivo tutto da zero”, racconta. L’omaggio di Maxwell Hazan alla Enfield concentra decisamente l’attenzione sul motore, cuore pulsante della due ruote, corredato da un impianto a doppia camma con catene di bronzo. Spiccano il freno a tamburo della ruota anteriore e le manopole metalliche del manubrio.

I componenti argentei di telaio e motore creano un lieve contrasto con la patina rossiccia che copre il serbatoio e le ricche tonalità marroni dell’aggraziata sella in legno intagliato a mano, sospesa sulla forma piena dello pneumatico posteriore. La sella è ispirata ai motoscafi vintage italiani: Maxwell Hazan l’ha rifinita completamente per ben tre volte, in modo da compensare l’espandersi e il contrarsi del legno.

La Harley Davidson Ironhead di Maxwell Hazan

Altrettanto spettacolare è la Ironhead, dotata di un’innovativa sospensione anteriore con ammortizzatore orizzontale.Su ogni moto nuova cerco di installare una sospensione che non ho mai visto prima”, spiega Maxwell Hazan. “Sono sempre stato affascinato dalle testate delle Harley 1000”, ammette. “Per questo ho acquistato un modello del 1981, con l’idea di installarci due testate anteriori e un doppio carburatore. Solo al quarto tentativo ho avuto la sensazione che il serbatoio della Harley avesse l’aspetto giusto; ogni volta che l’ho rifatto, l’ho leggermente rimpicciolito rispetto alla versione precedente”. La superficie argentea e le forme sinuose e affusolate gli permettono di integrarsi perfettamente nel telaio, mentre i giunti saldati a vista sono un altro elemento di fascino della moto.

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