Iscriviti

Tesla: mancano i fondi, Musk bussa alla porta di Erdogan

Tesla cerca l’aiuto finanziario del governo turco. La recente crisi di liquidità della società californiana ha costretto il suo fondatore a cercare nuovi soci. Uno di questi potrebbe essere il presidente turco Erdogan.

Auto
Pubblicato il 14 novembre 2017, alle ore 17:42

Mi piace
18
0
Tesla: mancano i fondi, Musk bussa alla porta di Erdogan
Pubblicità

Sulla carta Elon Musk e Recep Tayyp Erdogan hanno davvero molto poco in comune. Ad ogni modo, le recenti vicissitudini finanziarie della Tesla Motors potrebbero comportare un loro avvicinamento. La casa automobilistica è improvvisamente piombata in una preoccupante crisi di liquidità. La situazione è tale da poter determinare un ammanco di cassa nel giro di poco più di nove mesi.  

Negli ultimi 12 mesi, Musk è riuscito a rastrellare qualcosa come 3,15 miliardi di dollari a titolo di aumento del capitale da parte dei soci, ma tutto ciò non è ancora sufficiente. Per evitare di cadere nel baratro sono necessari altri fondi. Non è quindi un caso che, ad oggi, Tesla continui a essere la più grande società della storia quotata in borsa a non aver mai prodotto utili.  

Come se non bastasse, anche la recente Model 3 non sta riscuotendo quel successo tanto sperato. A lungo sbandierata come l’auto elettrica per tutti, ad oggi viene prodotta al ritmo di 260 pezzi al mese, ben al di sotto della soglia di 20.000 auto/mese inizialmente preannunciato agli azionisti.  

Ma, a sanare l’intera posizione, potrebbe intervenire il presidente turco Erdogan. La sua eventuale iniezione di liquidità potrebbe rivitalizzare la posizione della Tesla, destinata diversamente a degenerare. In cambio, avrebbe la possibilità di ottenere una “Turkish car”. Il sogno del leader turco è sempre stato quello di poter offrire al suo popolo un’auto prodotta nel proprio paese, senza alcuna partnership con costruttori stranieri. Oggi, in Turchia, si producono varie automobili grazie agli accordi sanciti con Hyundai, Kia, Toyota, Renault, Nissan e Fiat.  

Al momento, i termini dell’accordo rimangono top-secret. Dallo scarno ed evasivo comunicato ufficiale, si è potuto apprendere che i due abbiano parlato solo di SpaceX, l’altra società di Elon Musk dedita alla creazione di vettori orbitali per il lancio di satelliti. Stando però a quanto si è riuscito a scoprire, Erdogan avrebbe preteso l’apertura delle prime catene di montaggio entro il 2021.  

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Tesla è una delle aziende innovative più apprezzate ed invidiate del mercato, ma molti la ritengono una realtà sopravvalutata. Se Musk è indubbiamente un genio visionario, non tutti possono essere disponibili ad investire nei suoi progetti. I ritorni economici al momento non ci sono stati. A questo punto, per sopravvivere non si può escludere nessuno, nemmeno il governo turco. L’unico problema è capire che tipo di accordo verrà siglato. Si chiuderà l’ammanco di cassa, ma si avrà poi anche la possibilità onorare il progetto che ha in mente Erdogan?

Lascia un tuo commento
Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

14 novembre 2017 - 17:43:48

Chissà che ci faceva la stella dell'impero macedone alle loro spalle...

0
Rispondi