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Smart potrebbe presto dire addio al mercato statunitense

Il forte calo delle vendite sul suolo statunitense ha spinto la dirigenza del gruppo Daimler a rivedere la presenza del marchio Smart sull’altra sponda dell’oceano Atlantico. Sul punto non si esclude l’ipotesi di abbandonare il mercato a stelle e strisce.

Auto
Pubblicato il 29 aprile 2019, alle ore 19:53

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Smart potrebbe presto dire addio al mercato statunitense

I dati delle vendite del brand Smart non sono affatto confortanti. Lo scorso anno il marchio tedesco delle piccole auto da città ha raggiunto un volume di immatricolazioni di appena 128.802 unità, un valore ben al di sotto delle aspettative della dirigenza della società che fa parte del gruppo Daimler.

A fronte di questi dati deludenti, il mercato che crea maggior apprensione è quello statunitense. Nel 2018 le unità vendute sono state solamente 1.276, segnando una diminuzione del 58% rispetto all’anno precedente.

Numeri alla mano, ai piani alti di casa Mercedes non nascondono l’ipotesi di abbandonare il mercato a stelle e strisce. A confermare questa notizia è stata Britta Seeger, responsabile del marketing e delle vendite di Mercedes Benz Cars.

In effetti, sin dalla sua creazione nel 1998, Smart è stata la spina nel fianco del gruppo Daimler. In più di una circostanza si è parlato della scarsa redditività dell’iconica citycar che di fatto non ha mai prodotto grandi utili: a fronte degli ingenti investimenti, il modello non ha mai generato un ritorno economico degno di nota. La prima generazione della Smart ForTwo continua ancora oggi ad essere uno dei più grandi flop della storia dell’auto.

Non è quindi un caso che ultimamente si fosse vociferata l’intenzione di mettere fine ad un brand in perdita, salvo poi riuscire a raggiungere un accordo con i cinesi della Geely. Lo stesso, siglato solo qualche settimana fa, si è concretizzato per mezzo di una joint venture di natura paritetica con il colosso cinese del settore auto.

Quest’ultimo, oltre ad essere già azionista del gruppo di Stoccarda, è tra le altre cose proprietario di marchi come Volvo e Lotus. Grazie a questa collaborazione, sono state poste le basi per la produzione della nuova generazione della Smart, che vedrà la luce in Cina a far data dal 2022. Stando ai progetti trapelati, si punterà forte sulla leva dell’elettrificazione, un dettaglio cruciale che dovrebbe consentire di raggiungere il traguardo delle 200.000 unità vendute a livello globale. 

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Smart è stata una rivoluzione lanciata sul mercato alla fine del secolo scorso. A fronte delle ottime premesse, i risultati non sono però stati soddisfacenti, ma ciò non ha scoraggiato la dirigenza che ha continuato a credere nelle potenzialità della citycar. Evidentemente, dopo 20 anni, qualcosa si doveva cambiare: da qui reputo saggia l’ipotesi di allearsi con i cinesi, mettendo sul tavolo l'ipotesi di abbandonare gli USA, un mercato che guarda a ben altre auto rispetto alle Smart.

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