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SEMA 2018: largo alla nuova Mercury Eight con motore Tesla, ed alla Hellephant Dodge Charger da 1.000 CV

Al SEMA 2018, la fiera delle auto customizzate più incredibili del globo, l'attenzione è stata calamitata da due curiosi veicoli, rappresentati da una rinnovata Mercury Eight (con motore elettrico Tesla), e da una Hellephant Dodge Charger da 1.000 CV.

Auto
Pubblicato il 6 novembre 2018, alle ore 12:16

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SEMA 2018: largo alla nuova Mercury Eight con motore Tesla, ed alla Hellephant Dodge Charger da 1.000 CV

Una delle convention più curiose e intriganti dedicate al mondo delle auto si è appena conclusa (30 ottobre – 2 novembre) in California, a Las Vegas: si tratta del SEMA (Specialty Equipment Manufactoring Association) 2018, nel corso del quale sono state esibite alcune auto customizzate in modo molto intelligente, almeno a giudicare dal consenso riscosso dalla rinnovata Mercury Eight, e dalla Hellephant Dodge Charger.

La Mercury Eight è stata rielaborata da un’azienda californiana, la Icon, specializzata nel portare all’estremo il concetto di restomod, auto che all’infuori sembrano molto vecchie ma che – all’interno e lato motoristico – sono decisamente all’avanguardia: in questo caso, uno degli ultimi modelli del veicolo, uscito di produzione nel ’51 dopo 12 anni di onorata carriera, è stato trasformato, esteriormente, in un vero e proprio scassone da pagliaio di campagna, con vernici scrostatemetallo arrugginito a vista, e stuccature qua e là.

L’interno, però, è praticamente nuovo, con le porzioni più deteriorare riprogettate in base agli originali, gli strumenti funzionanti, l’aggiunta della climatizzazione e degli alzacristalli elettrici laterali: la maggior novità, però, è invisibile ad occhio nudo, e relativa al motore. Il tradizionale V8 4.2 è stato sostituito da una power unit elettrica – di matrice Tesla Motors – accreditata di una potenza di 400 cavalli vapore capaci di tradursi in poco meno di 200 km/h di velocità massima. Il tutto grazie a varie batterie, per un totale di 85 kWh, disseminate lungo il riprogettato telaio, retto ora da sospensioni a ruote indipendenti, ricaricabili (dal connettore occultato sotto il tappo della benzina) in modo da assicurare più di 300 km di percorrenza.

Niente in confronto a quanto presentato – all’attenzione di 3.600 giornalisti e 70 mila addetti ai lavori – da Mopar, il fornitore ufficiale di assistenza e ricambi per il gruppo FCA auto.

Alla kermesse californiana, il brand in questione ha portato la Hellephant (da Hell, inferno), una Dodge Charger del 1968 rinnovata nell’estetica, con passaruota più muscolosi, una tonalità nera lucida, e telaio in vetroresina, ma anche nella sostanza, col motore Hemi V8 da 6.2 litri sostituito da un sovralimentato 426 (7 litri) Supercharged Crate Hemi, capace di generare 1.000 cavalli vapore di potenza e una coppia motrice di 1.200 Newton metri.

Il tutto a un prezzo di 30.000 dollari, per un kit – abilitato alla circolazione stradale – che può essere innestato su tutte le Dodge Charger precedenti il 1976. Almeno negli Stati Uniti: in Italia, infatti, la legislazione nostrana graverebbe un veicolo da 1.000 CV di oneri per 11.606 euro di tasse annuali.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Che spettacolo: non conoscevo affatto questa fiera della customizzazione automobilistica, ma la adoro, per il clima steampunk che vi si può respirare. Alcune auto, come la Mercury Eight sono sorprendenti, per il contrasto tra quel che si vede fuori, volutamente invecchiato, e la tecnologia ultramoderna nascosta nel motore: altre, come la Hellephant - invece - sono diventate delle vere e proprie supercar sotto la scocca di una muscolosa Dodge del '68.

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