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Ora anche la Lotus è in mano ai cinesi della Geely

Continua l’assalto della 'Grande Muraglia' all’industria automobilistica europea. Dopo la Volvo è la volta della Lotus, anch’essa finita in mano alla Geely, il più grande gruppo automobilistico privato della Cina.

Auto
Pubblicato il 26 maggio 2017, alle ore 20:30

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Ora anche la Lotus è in mano ai cinesi della Geely
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A quanto pare le acquisizioni cinesi nel settore automotive europeo non hanno proprio intenzione di conoscere delle flessioni. L’ultimo tassello finito in mano a dei costruttori dell’estremo oriente è la Lotus, storico e glorioso brand automobilistico inglese.

A finalizzare l’operazione ci ha pensato la Zhejiang Geely Holding, meglio conosciuta come Geely. Parliamo in questo caso di una società che costruisce automobili da un circa un ventennio, tempo più che sufficiente per crescere esponenzialmente e diventare un importante player del settore.

Così dopo aver acquistato un brand di prestigio come Volvo, per Geely è stata la volta di un altro marchio storico come Lotus. La casa di Hethel fondata per mano di un genio dell’automobilismo come Colin Chapman, è ad oggi rinomata per la sua produzione di vetture stradali essenziali, leggere e soprattutto veloci. Modelli come la Elan, la Esprit o la Elise hanno affascinato e conquistato non pochi appassionati delle quattro ruote.

Ma Lotus significa anche Formula 1. Alla scuderia inglese rimarranno per sempre legati i nomi di alcune leggende di questo sport. Parliamo di campioni del calibro di Jim Clark o Ayrton Senna. Senza poi dimenticare Nigel Mansell, Emerson Fittipaldi, Mario Andretti e Ronnie Peterson. Proprio questi ultimi due piloti guidarono nel 1978 la Lotus ad effetto suolo, una monoposto che dal punto di vista aereodinamico sbaragliò la concorrenza, aggiudicandosi in maniera perentoria il campionato del mondo.

Tornando al presente, l’acquisto da parte della Geely si concretizzerà mettendo le mani sul 49,9% della malese Proton, che a sua volta deteneva il 50,1% della Lotus. L’accordo per il quale sono stati messi sul tavolo circa 130 milioni di dollari verrà finalizzato nei prossimi mesi. L’obiettivo dichiarato sarà quello di rilanciare sul mercato sia il marchio Lotus che Proton.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Non c’è che dire, la Cina continua a far man bassa dei brand storici dell’automobilismo europeo. Per via della crisi alcuni di questi costruttori hanno stretto tra di loro delle alleanze, altri sono stati supportati per mezzo di acquisizioni portate avanti dall’Estremo Oriente. Parliamo però di operazioni che cambiano completamente il panorama mondiale del settore.

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