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Nel 2050 il mondo dell’auto sarà dominato ancora dal petrolio

Sebbene siano sempre più conosciute e diffuse sul mercato, le auto elettriche faticheranno a spodestare le rivali a motore termico; stando ad una ricerca di mercato di IHS Markit, nel 2050 non raggiungeranno il 50% della flotta automobilistica globale.

Auto
Pubblicato il 20 novembre 2020, alle ore 15:15

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Nel 2050 il mondo dell’auto sarà dominato ancora dal petrolio

A fronte della sempre più ampia disponibilità di veicoli elettrici e plug-in, nel 2050 le auto a combustione interna manterranno il loro predominio all’interno del parco circolante mondiale. In altre parole a metà del XXI secolo, la maggioranza delle auto continuerà ad essere alimentata con carburanti derivati del petrolio. A formulare questa conclusione è stato Daniel Yergin, 73enne scrittore e accademico americano vincitore del premio Pulitzer nel 1992, nonché attuale vicepresidente della società anglo-statunitense di ricerche di mercato IHS Markit.

La profezia riportata all’interno del suo libro The New Map: Energy, Climate and the Clash of Nations è supportata da una serie di analisi e considerazioni. Come si può leggere nel suo lavoro, anche se nel 2050 i veicoli elettrici dovessero raggiungere l’80% delle vendite, “la strada prima che la benzina perda la posizione di carburante predominante nei trasporti rimarrà ancora molto lunga”.

Grazie alla costante diminuzione dei prezzi di acquisto e del miglioramento dell’efficienza delle batterie, nei prossimi 30 anni le auto “alla spina” conosceranno un rapido incremento delle vendite, ma il fenomeno non sarà così dirompente da far passare in secondo piano i motori a combustione interna; è infatti logico aspettarsi che nel 2050 i due terzi dei prevedibili 1,9 miliardi di veicoli circolanti saranno ancora alimentati con carburanti di origine fossile. Pertanto anche se la quota di immatricolazioni di auto a emissioni zero dovesse passare dall’attuale 2% ad un range che nel 2050 sarà compreso tra il 60% e l’80%, tali modelli nemmeno fra tre decenni riusciranno a spodestare i veicoli tradizionali e il secolare dominio dell’oro nero.

Ma non ci sarebbe solo questo. A complicare il tutto non si può trascurare la rapida trasformazione di un settore sempre più dinamico e imprevedibile. Se un tempo la sfida era tra case automobilistiche, ora la competizione non è più così lineare in quanto si gioca anche tra elettrico contro benzina, tra la formula delle auto di proprietà personale contro i sempre più richiesti servizi di mobilità e tra auto guidate dalle persone e quelle a guida autonoma.

Tenendo conto di questi scenari sempre più multidimensionali, Daniel Yergin conclude affermando che al momento attuale “non esiste però ancora un punto di svolta globale in cui i vantaggi della nuova tecnologia e dei modelli di business si dimostrino così schiaccianti da cancellare il modello costituto dall’auto personale che si muove grazie a petrolio”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Pur essendo in rapida evoluzione, da questa disamina si può dedurre che nel mondo a quattro ruote non ci sarà nessun drastico salto in avanti. Oltre all’auto, a dover cambiare è anche l’intero indotto che per oltre un secolo ha accompagnato il settore. Trent’anni possono sembrare tanti, ma per una transizione così radicale servono non solo gli investimenti, ma anche un netto cambio di logiche, dinamiche e mentalità.

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