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Le ricerche di Harvard e Continental ridisegnano ruote, pneumatici, e freni

Negli ultimi mesi, le ricerche portate a termine dall'Università di Harvard, e dai laboratori della Continental, hanno ripensato radicalmente gli pneumatici, le ruote, e gli impianti frenanti, all'insegna di un'auto globalmente evoluta, e più sicura.

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Pubblicato il 22 agosto 2017, alle ore 19:08

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Le ricerche di Harvard e Continental ridisegnano ruote, pneumatici, e freni
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Uno dei progressi, nello sviluppo dell’auto del futuro, riguarda necessariamente le gomme e gli impianti frenanti dei veicoli, alla base di una percorrenza tranquilla e sicura. Proprio per questo motivo, l’università di Harvard e Continental AG hanno annunciato, ciascuno per conto proprio, interessanti novità in merito agli pneumatici

L’università americana di Harvard, o meglio il suo dipartimento di ingegneria e scienze applicate “John A. Paulson”, ha pubblicato un interessante report scientifico in cui Liheng Cai, ricercatore in fisica applicata, spiegava l’invenzione di una particolare gomma capace di auto-ripararsi in caso di tagli o forature.

Il merito sarebbe tutto di un nuovo metodo inventato per amalgamare due materiali in una mescola asciutta: al posto del solvente che viene utilizzato abitualmente, si è pensato di ottenere lo stesso risultato a livello molecolare, grazie ad una nanotecnologia basata sull’uso di legami covalenti e reversibili: con i primi, la gomma applicata al pneumatico reggerebbe anche a grosse deformazioni, mantenendo intatta l’integrità del materiale, mentre con i secondi, in grado di interrompersi e ricostituirsi, in caso di foratura, si innesterebbe una sorta di auto-riparazione.

Il risultato si tradurrebbe in gomme capaci di reggere bene alle sollecitazioni, e tornare in sesto di fronte a piccoli danni: un supporto alla guida che, com’è facile intuire, si ripagherebbe da sé, con una maggiore durata d’uso.

Anche la tedesca Continental AG, colosso del settore automotive impegnata nella realizzazione di pneumatici e impianti frenanti, si è dedicata a questo settore, ridisegnando in un colpo solo sia gli uni, che gli altri. Nello specifico, gli ingegneri di Hannover hanno presentato il prototipo di “New Wheel Concept”, una gomma che non ha il solito design a razze ma che, anzi, è vuota, in modo da ospitare, ancorato da bulloni, un telaietto in alluminio a forma di stella, che reggerebbe un ampio disco frenante, all’interno del quale opererebbe una nuova pinza frenante.

Con una struttura del genere, gli esperti assicurano un minor peso dell’impianto relativo alle ruote, visto che anche la pinza potrebbe essere più leggera, in quanto le forze frenanti sarebbero distribuite più omogeneamente, una maggiore durata del tutto, visto che l’alluminio non patisce il problema della ruggine come l’attuale acciaio (gli unici pezzi a usurarsi sarebbero le pastiglie), e con una capacità frenante incrementata, vista l’ampia superficie del disco, che porterebbe in dote, con sé, un più cospicuo raggio d’attrito tra il disco e la pinza.

Sperimentata, per ora, solo su auto tradizionali medie e compatte, la New Wheel Concept si presterà a bene operare, quando implementata in forma stabile, anche sulle auto elettriche a zero emissioni, grazie alla silenziosità assicurata dalla sua struttura rigida, e alle già acclarate doti di leggerezza e longevità. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La situazione di gomme e impianti frenanti, nelle auto, ricorda un po' quella delle batterie nei moderni smartphone: il resto della struttura si evolve, mentre queste compenti rimangono indietro, formando uno spiacevole "collo di bottiglia" che frena il reale progresso dell'insieme. Per fortuna, da qualche tempo, anche pneumatici e freni sono sempre più spesso al centro dell'attenzione di ricercatori e produtori, e gli esempi testé esposti - relativi alle ricerche dell'Università di Harvard ed ai laboratori della Continental - ne sono un chiaro esempio.

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