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Il marchio Jeep arriverà presto a valere metà dell’intero business FCA

FCA sta attraversando una transizione in cui a spiccare è sempre più il marchio Jeep. Ma è solo l’inizio: tra cinque anni il brand dei fuoristrada garantirà il 50% dell’intero giro d’affari del gruppo. Fiat avrà invece un ruolo sempre più marginale.

Auto
Pubblicato il 6 giugno 2018, alle ore 22:49

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Il marchio Jeep arriverà presto a valere metà dell’intero business FCA

Dalla sua fondazione, il gruppo FCA ha deciso di puntare con più decisione sui marchi premium, a tutto discapito di quelli popolari. Questa strategia ribadita con l’ultimo piano industriale, di fatto sta radicalmente trasformando l’identità della conglomerata italo-americana.

Tutto ciò significa una cosa sola: le gerarchie del gruppo sono in fase di evoluzione, e determineranno dei nuovi equilibri. Il business plan presentato per il periodo 2018-2022 ha infatti sancito una svolta epocale: il nostro non sarà più un Paese di auto di massa. A farla da padrone saranno i brand più prestigiosi, a tutto discapito delle auto che hanno fatto la storia dell’Italia del XX secolo.

A emergere su tutti sarà la Jeep. Al brand americano dei fuoristrada verrà affidato un ruolo cruciale. Nel 2022 il marchio arriverà da solo a sfiorare il 50% del giro d’affari dell’intero gruppo. L’obiettivo finale è far sì che nel mondo un’auto su 12 abbia le sette feritoie sulla calandra. Un traguardo ambizioso che la dirigenza spera addirittura di migliorare.

Che Fca avesse deciso di puntare forte sulla Jeep, lo si era già capito da tempo. Anche allo scorso Salone dell’auto di Ginevra, Sergio Marchionne aveva ribadito che Jeep avrebbe presto soppiantato la Fiat all’interno delle gerarchie del gruppo. “La Fiat? Io capisco, la sua storia centenaria, la sua importanza, ma dobbiamo dare spazio a marchi più potenti”.

Con un colpo di spugna viene così rivoluzionata una delle più grandi industrie del nostro Paese. Fiat sarà infatti relegata a vendere Panda e 500 sul mercato Emea, quello che comprende Europa, Africa e Medio Oriente. La sua presenza continuerà anche nell’America Latina, ma cambierà faccia, perdendo quell’identità che l’ha caratterizzata sin dalla sua fondazione. A supportare la Jeep, ci penserà invece il blocco composto da Alfa Romeo e Maserati, mentre Chrysler rimarrà operativa solo all’interno degli Stati Uniti.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Nel giro di pochi anni le strategie di Marchionne hanno snaturato la storia della Fiat. Ma a parte questa considerazione, che senso ha chiamare un gruppo Fiat Chrysler Automobiles, quando i due perni, Fiat e Chrysler, sono in verità dei marchi in decadenza? Un tempo Fiat copriva ogni segmento di mercato, dall’utilitaria all’ammiraglia, ora invece sarà costretta a vendere solo Panda e 500: Punto e Tipo non avranno infatti delle eredi.

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