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Fusione FCA-PSA: la lettera di intenti verrà firmata entro la fine dell’anno

Dopo i grandi proclami di un mese fa, ad oggi non è ancora chiara quale sarà la road map che porterà alla fusione FCA-PSA. Stando alle ultime indiscrezioni, un primo importante passo verrà fatto entro la fine di quest’anno.

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Pubblicato il 22 novembre 2019, alle ore 10:47

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Fusione FCA-PSA: la lettera di intenti verrà firmata entro la fine dell’anno

John Elkann lo aveva precisato pochi giorni fa: dopo l’accordo di massima sulla fusione FCA-PSA, per arrivare all’operazione vera e propria sarà necessario un lungo periodo di tempo. In altre parole l’intenzione da entrambe le parti c’è ma, prima che la stessa abbia modo di dare i suoi frutti, bisognerà pazientare ancora molto.

Ad analizzare le tempistiche che porteranno alla creazione del quarto gruppo automobilistico mondiale è stato il Corriere della Sera, che sul punto è convinto che l’intera procedura porterà via non meno di un anno. Vista la delicatezza della manovra e le dimensioni delle parti coinvolte, è logico ragionare nell’ottica di mesi piuttosto che di settimane.

Del resto, a pronunciarsi sulla fattibilità del matrimonio bisognerà attendere anche l’analisi dell’antitrust UE. Attualmente le due entità possiedono una quota di mercato pari al 23%, ma i due protagonisti del merger puntano inevitabilmente a fare meglio, ponendosi come obiettivo il 34%. Un simile scenario potrebbe creare scompiglio nel settore: da qui è opportuno valutare le possibili conseguenze sia per i concorrenti che per i consumatori finali

Le indiscrezioni rese note dal più diffuso e autorevole quotidiano nazionale parlano di un accordo di massima per lo più già raggiunto, che verrà sottoscritto entro fine anno per mezzo di una lettera d’intenti. Da quel momento, i successivi step verranno messi a punto nel 2020, anno in cui si punta a rendere l’unione operativa a tutti gli effetti.

Una volta raggiunta la fusione, quella che lo stesso John Elkann ha definito una grande opportunità da cogliere avrà così modo di poter entrare nel vivo. Da grande fautore delle alleanze con le altre case costruttrici, durante il suo recente intervento al Politecnico di Torino, lui stesso aveva fatto presente che le fusioni permettono di condividere risorse e know-how, indispensabili per far fronte alle grandi rivoluzioni che attendono il mondo dell’auto. “Ci sono tre grandi cambiamenti che suscitano entusiasmo tra voi giovani ingegneri: il passaggio dal motore a scoppio al motore elettrico o ad altre fonti propulsive, la connettività e l’autonomia che permetterà di cambiare il modo in cui ci muoviamo”, aveva precisato durante il suo intervento nell’ateneo torinese.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Al momento, della fusione FCA-PSA si parla per lo più a livello economico, lasciando quasi intendere che quella che si va concretizzandosi è un’operazione finanziaria e non di rilancio di prodotti. Al pubblico interessa però sapere quali saranno le sorti di alcuni storici brand della galassia Fca, che per anni hanno boccheggiato sul mercato offrendo prodotti non all’altezza della concorrenza. In altre parole, tralasciando i giochi di Borsa, la fusione cosa comporterà per marchi come Fiat, Lancia e Alfa Romeo?

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