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Fiat Panda: compie 40 anni l’iconica utilitaria disegnata da Giugiaro

Presentata a marzo del 1980, Fiat Panda si appresta a festeggiare 40 anni di onorata carriera. Prodotta in oltre 7,5 milioni di esemplari, è stato uno dei modelli più iconici che ha fatto la storia del costruttore di auto torinese.

Auto
Pubblicato il 7 febbraio 2020, alle ore 21:45

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Fiat Panda: compie 40 anni l’iconica utilitaria disegnata da Giugiaro

Avere 40 anni sulle spalle e non sentirli. È questa in poche parole la storia della Fiat Panda, una vettura presentata al Salone di Ginevra del 1980, diventata nel corso degli anni una vera icona della motorizzazione a quattro ruote.

Nata con l’intenzione di sostituire la 500 – un modello uscito di produzione alcuni anni prima e che non rispondeva più alle esigenze degli automobilisti degli anni Settanta – Fiat Panda non ebbe una facile gestazione. L’idea iniziale fu quella di creare un’auto economica ma dalle dimensioni più simili alle vetture dell’epoca. Forti dell’esperienza dei francesi che con la 2CV e la R4 avevano colto nel segno, in casa Fiat compresero che era giunto il momento di gettare nella mischia una valida alternativa.

Ispirandosi alle 126 e alle 127 che all’epoca erano tra le auto più vendute in Italia, si partì per la realizzazione di un’auto economica, minimalista, ma allo stesso tempo solida ed affidabile. Con l’obiettivo di massimizzare l’abitabilità, Giorgetto Giugiaro riuscì a compiere un piccolo miracolo. Con una linea semplice ma moderna, Fiat Panda era un’auto essenziale, robusta e concreta, che si faceva apprezzare per la sua grande economicità di esercizio.

Per il suo debutto su strada, i vertici Fiat riproposero due motori già in uso su altri modelli. La Panda 30, venduta solo in Italia, aveva sotto al cofano un bicilindrico di 652 cc raffreddato ad aria da 30 cv, naturale evoluzione del motore della 500 del 1957, successivamente reso disponibile anche sulla 126. Per la più prestante Panda 45 venne invece scelto il 4 cilindri 903 cc della 127. Esternamente le due versioni si distinguevano per le feritoie asimmetriche presenti sulla calandra anteriore: nella Panda 30 erano poste sul lato destro, sulla 45 su quello sinistro.

Uscita di scena nel 2003, la Panda venne sostituita dalla seconda generazione che, oltre ad avere 5 porte, era altresì dotata di un equipaggiamento da vera citycar. Dopo aver perso quell’aria spartana, la seconda serie ha dovuto affrontare la lunga querelle con la Renault che, all’idea di vederla commercializzata con il nome Gingo, mal digerì l’assonanza con la sua Twingo. La terza serie del 2012 ha invece continuato l’esperienza della generazione uscente, strizzando però l’occhio al mondo dei suv. La scelta si è dimostrata ancora una volta vincente, perché consente a questo storico modello di rimanere l’auto più venduta in Italia.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La Panda è stata un vero e proprio fenomeno di costume. Io personalmente ho apprezzato la prima serie restyling, un’auto davvero immortale che non necessitava di una grande manutenzione. Senza poi dimenticare la 4x4, una versione che ancora in molti rimpiangono e che nel fuoristrada riusciva a tener testa a modelli molto più costosi e blasonati.

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