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All’autosalone di Ginevra 2019 le esclusive supercar Bugatti La Voiture Noire, Pininfarina Battista, e Koenigsegg Jesko

Al Salone dell'Auto di Ginevra, edizione 2019, il lusso è sceso in campo con 3 supercar da sogno, estremamente esclusive, nel prezzo e nella tiratura limitata, realizzate da Bugatti, Automobili Pininfarina, e Koenigsegg.

Auto
Pubblicato il 7 marzo 2019, alle ore 10:51

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All’autosalone di Ginevra 2019 le esclusive supercar Bugatti La Voiture Noire, Pininfarina Battista, e Koenigsegg Jesko

All’autosalone di Ginevra 2019, la mobilità sarà anche elettrica, divertente, e discretamente autonoma ma, ciò nonostante, anche il lusso sta mostrandosi al suo meglio, grazie alle nuove Bugatti La Voiture Noire, Pininfarina Battista, e Koenigsegg Jesko.

Senza alcun dubbio, l’auto più costosa del gruppetto in questione è la Bugatti La Voiture Noire che, prodotta dall’azienda francese con sede a Mulhouse, è stata assemblata con cura artigianale in un unico esemplare, prezzato ad 11 milioni di euro, al netto delle tasse. Esteticamente richiama una supercar degli anni ’30, la Type 57 SC Atlantic (già da 220 km/h), ma – a livello propulsivo – mutua dalla “cugina” Chiron il W16 quadriturbo capace di 1.500 cavalli vapore, agevolato da una silhouette filante in fibra di carbonio, concepita per sfuggire all’attrito dell’aria.

La casa automobilistica italo (la carrozzeria Pininfarina) – indiana (Mahindra) nota come Automobili Pininfarina, nei suoi stabilimenti italiani di Cambiano, alle porte di Torino, si appresta a realizzare 150 esemplari (3 dei quali, nelle nuance Bianco Sestriere, Grigio Luserna, e Blu Iconica, presenti in fiera) della supercar elettrica Battista.

Quest’ultima, prezzata a 2 milioni di euro a modello, personalizzabile anche nelle finiture, in alluminio anodizzato, e nelle vernici opache, sfrutta 4 motori elettrici, ciascuno dei quali distribuisce indipendentemente alla ruota di riferimento la sua porzione di coppia motrice (2.300 Nm complessivi), sviluppando una potenza totale di 1.900 CV che le permettono di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 2 secondi, toccando punte di 350 km/h (anche grazie all’uso della fibra di carbonio per carrozzeria e scocca). A tenere a bada simili prestazioni, cinque radiatori, sospensioni regolabili, e un impianto frenante in cui pinze a 6 pistoncini premono su dischi carboceramici (davanti da 390 mm e dietro da 380 mm). 

L’autonomia, garantita dalla batteria (disegnata dalla croata Rimac a T, per una questione di distribuzione dei pesi) pari a 120 kWh, è di 450 km.

All’interno, dietro il volante la strumentazione digitale si suddivide in 3 display, con quello piccolo centrale per i dati essenziali di guida, quello più ampio di sinistra con le informazioni accessorie (e – in basso – i comandi per variare le dinamiche di guida, intervenendo su vari setting e, in ottica di freno aerodinamico, sull’alettone attivo posteriore), mentre quello di destra è dedicato all’infotainment ed al navigatore (con, sotto, il cambio). 

L’imprenditore svedese Christian Erland Harald von Koenigsegg ha, invece, dedicato la nuova supercar della Koenigsegg Automotive di cui è CEO al padre, chiamandola appunto Jesko. Nello specifico, si tratta di un’auto sportiva dal look estremo, basti pensare al posteriore in cui spiccano un’ala e un diffusore abnormi, animata da un motore termodinamico V8 (capace di arrivare a 8.500 giri) bi turbo a 5.0 litri che, facendo il pieno di E85, arriva a 1.500 Nm, ridotti a 1.300 quando si opta per la benzina. In termini di prestazioni, ignote, la potenza pari a 1.600 cavalli vapore rende lecito pensare ad uno scatto da fermo verso i 100 km/h in pressappoco 2.5 secondi, al cui risultato teorico contribuirebbe non poco il nuovo cambio sequenziale a 9 marce “Light Speed Transmission”, progettato internamente per anticipare il rapporto ideale, sia in accelerazione che in rallentamento, saltando quelli intermedi. 

In tema di interni, prevale la sobrietà del minimalismo: il quadro per la strumentazione non si concede eccessi, tranne il verde per palesare la forza G raggiunta, col volante in carbonio che integra 2 piccoli display, e l’impiego di Alcantara nera e pelle per i materiali. Anche in questo caso, si tratterà di un’edizione iper limitata, visto che ognuno dei 125 esemplari prodotti sarà distribuito alla “modica” cifra di circa 2.5 milioni di euro

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Le supercar in questione sono tutte così belle che sceglierne una per la copertina è stata difficile: considerando le mirabolanti prestazioni della propulsione elettrica, mi verrebbe da dire l'auto italo-indiana ma, come motore termodinamico, la Koenigsegg è impressionante. Alla fine, la scelta è caduta sulla Bugatti, il cui design e cura artigianale nella realizzazione, se non altro, le assegnano il mio personalissimo riconoscimento quale opera d'arte su 4 ruote.

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