Iscriviti

Alfa Romeo: il destino del marchio è nelle mani di Carlos Tavares

I cultori del Biscione sono ansiosi di conoscere quali saranno le sorti del marchio una volta messa in atto la fusione tra FCA e PSA. L’auspicio è che Tavares possa far risorgere l’Alfa Romeo alla stessa stregua di PSA e Opel.

Auto
Pubblicato il 10 dicembre 2019, alle ore 17:00

Mi piace
8
0
Alfa Romeo: il destino del marchio è nelle mani di Carlos Tavares

Poco più di quattro anni fa, Sergio Marchionne aveva annunciato l’intenzione di risollevare le sorti dell’Alfa Romeo, un marchio che entro il 2018 avrebbe dovuto raggiungere l’importante obiettivo di 400.000 auto vendute in tutto il mondo.

Il tempo ma soprattutto le cifre hanno clamorosamente smentito le ambizioni del manager italo-canadese, che a quanto pare non è riuscito a dare lustro ad uno dei brand più ricchi di storia dell’intero panorama automobilistico mondiale. Ad ogni modo, già allora diversi analisti avevano ridimensionato i toni fin troppo trionfalistici, ricordando che pur rappresentando un marchio glorioso del passato, rimettere in piedi il Biscione non sarebbe stato affatto semplice.

E in effetti le loro previsioni si sono avverate, gettando nello sconforto gli appassionati della casa di Arese, che da anni sperano in un modello all’altezza delle loro aspettative. E stando a quelle che sono le premesse degli ultimi mesi, nel breve termine non ci sarebbe nulla di particolarmente promettente.

Dopo l’uscita di scena della Mito, anche la Giulietta scomparirà dal listino senza essere rimpiazzata da una degna erede. Per quanto è dato sapere, il 2020 dell’Alfa Romeo sarà molto difficile, in quanto affidato ai restyling della Giulia e della Stelvio, due modelli che dopo gli entusiasmi della prima ora, sopravvivono nel più completo anonimato. In entrambi i casi, mossi dall’esigenza di far percepire una migliore qualità degli interni, gli aggiornamenti saranno più che altro concentrati sul corredo tecnologico e su alcuni dettagli dell’abitacolo.

Per oltre un anno, in attesa del debutto della Tonale, saranno questi due modelli a reggere le sorti di un marchio da troppo tempo in agonia. Da qui, agli alfisti non resta che incrociare le dita e sperare in Carlos Tavares.

La fusione con PSA ha infatti aperto nuovi scenari che si spera possano donare nuova linfa all’intero gruppo FCA, Alfa Romeo compresa. Per il rilancio, questa volta reale, non ci si può che affidare a lui, che nel 2014 tirò fuori dalle secche il gruppo PSA. Il manager portoghese è ora impegnato nella ristrutturazione della Opel, un marchio che con GM era stato abbandonato a sé stesso, ma non è da escludere che una volta ultimata questa missione, concentrerà il suo sguardo sul Biscione. L’idea che sta prendendo piede è quella che, prima di vedere dei risultati, bisognerà però soffrire almeno un paio di anni. Di più si saprà nel 2020, ma non è da escludere che di fronte a questa nuova sfida, uno come Tavares difficilmente rimarrà immune al fascino e soprattutto alle potenzialità dell’Alfa Romeo.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sergio Marchionne ci avrà anche provato ma, per i veri cultori del marchio, l’Alfa Romeo è morta e sepolta da più di 30 anni. Più che di rilancio, Tavares dovrà quindi far resuscitare un brand che negli ultimi anni è rimasto in vita solo per modo di dire. A questo punto, non resta che incrociare le dita, sperando che questa sia la volta buona.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!