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Alfa Romeo Giulia: la seconda generazione potrebbe non vedere mai la luce

Le vendite ridotte al lumicino, unite alla sempre più evidente crisi delle berline premium, lasciano intendere che nel futuro dell’Alfa Romeo Giulia difficilmente ci potrà essere spazio per un’erede.

Auto
Pubblicato il 7 agosto 2020, alle ore 19:51

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Alfa Romeo Giulia: la seconda generazione potrebbe non vedere mai la luce

Presentata il 24 giugno 2015, Alfa Romeo Giulia doveva essere l’auto della rinascita dello storico brand automobilistico milanese. Sergio Marchionne, annunciandola come la prima di una lunga serie di nuovi modelli, le aveva conferito un ruolo cruciale per il raggiungimento del target di vendita di 400.000 unità su base annuale. 

Come noto, la storia ha però preso una piega diversa. La morte del manager italo-canadese e il flop commerciale della Giulia hanno affossato le ambizioni del Biscione che sta attualmente attraversando una drammatica crisi di vendite non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo.

Seppur abbia ricevuto molti apprezzamenti e riconoscimenti, Alfa Romeo Giulia non ha messo in moto il tanto auspicato rilancio del marchio. Avere tutte le carte in regola per sfidare la migliore concorrenza non è stato sufficiente: a pesare è stata in primo luogo la mancanza della versione station wagon, che avrebbe indubbiamente fatto gola a molti clienti europei. Non da ultimo il modello è stato colpito dalla crisi delle berline premium, una condizione che non ha risparmiato nemmeno i primi della classe che rispondono al nome di Mercedes, Audi e Bmw. 

Alla luce della sempre maggior richiesta di Suv e crossover, il futuro di questo modello è quindi sempre più a rischio. Di conseguenza prende piede l’ipotesi che alla fine del suo normale ciclo di vita, Alfa Romeo Giulia non lascerà il testimone ad una nuova generazione.

Al momento non sono giunte comunicazioni ufficiali in merito, ma l’idea che va per la maggiore non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i fan più sfegatati del marchio, è che il segmento non verrà più presidiato da un modello degno di nota. Per averne la matematica certezza è però necessario aspettare il prossimo piano industriale di Stellantis, il gruppo che nascerà dalla fusione tra FCA e PSA, una realtà all’interno della quale confluiranno 14 marchi tra cui anche Alfa Romeo.

Non è quindi da escludere che Carlos Tavares, futuro numero uno della conglomerata, deciderà di avere in gamma solo Suv, fatta eccezione per Giulietta, un modello che negli ultimi 10 anni ha saputo farsi apprezzare tra gli automobilisti del Vecchio Continente.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - È davvero triste pensare cosa sia oggi l’Alfa Romeo. Con la Giulia, autentico flop commerciale, si è dimostrato che un valido prodotto non può avere successo se non è supportato da una realtà che ha una certa immagine. Al pari di una cattedrale nel deserto, la Giulia è stata ulteriormente penalizzata dalla mancanza della Sportwagon e dalla crisi delle berline di fascia alta. Di fatto chi l’ha fortemente voluta ha dimostrato di non sapere leggere e anticipare le tendenze del mercato, ragion per cui è più che plausibile ipotizzare che non sarebbe economico mettere in cantiere il progetto della seconda generazione.

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