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Alfa Romeo: dal 2023 la produzione sarà per l’80% solo su richiesta

Tra poco più di anno cambierà la strategia produttiva del Biscione: come annunciato da Jean Philippe Imparato, CEO di Alfa Romeo, dal 2023 l’80% dei modelli sarà “built to order”, ovvero prodotto solo su preventiva richiesta del cliente finale.

Auto
Pubblicato il 11 ottobre 2021, alle ore 13:33

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Alfa Romeo: dal 2023 la produzione sarà per l’80% solo su richiesta

Nel corso di un incontro con la stampa in cui ha illustrato il nuovo modello di business di casa Alfa Romeo, il Ceo Jean Philippe Imparato ha annunciato che dal 2023 la produzione dello storico marchio milanese si adeguerà per l’80% alla strategia del built to order

Detto in altre parole, tra poco più di un anno, 8 auto su 10 usciranno dalle linee di produzione solo a seguito di un preventivo ordine da parte del cliente finale. Come spiegato dal numero uno del brand, £questa produzione su misura consentirà una migliore gestione dei costi per evitare sprechi e per la gestione degli stock, che sono un cancro: non voglio vedere più di 90 giorni una vettura in un parcheggio. la sfida è di fare un controllo molto preciso della produzione”

Aggiungendo che sia normale fare auto solo nel momento in cui si abbiano dei clienti, è stato lui stesso a ribadire che di questo cambio di strategia sia industriale che commerciale, a beneficiarne saranno sia gli impianti di produzione che i piazzali in cui vengono accolti i veicoli destinati alla vendita. Il cambio di rotta sia a livello logistico che produttivo, assicurerà maggiore priorità alle vetture che dovranno raggiungere Usa e Giappone, mercati dove i tempi di consegna sono generalmente più lunghi. 

Se la produzione su richiesta punta a ridurre al minimo i costi e gli sprechi, secondo alcuni analisti potrebbe però rappresentare il preludio di scelte ancor più drastiche. Passare dal 38% di modelli prodotti su misura di inizio 2021 all’80% del 2023, oltre a far storcere il naso ai molti appassionati del marchio sparsi in tutto il mondo, lascia intendere che il piano di rilancio messo in cantiere da Sergio Marchionne non ha dato tutti i frutti sperati.

Non da ultimo, a pesare sulle politiche intraprese dalle case costruttrici si è messo di mezzo anche il Coronavirus. Come tristemente noto, la chiusura forzata degli impianti e la recente carenza di chip e semiconduttori ha colpito ancor di più un intero settore già in crisi; se poi aggiungiamo che Alfa Romeo già in epoca pre-Covid non navigava certo in buone acque, a seguito di questi inediti ostacoli non potrà che aumentare le proprie difficoltà.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Con un volume di vendite sempre più risicato, in casa Alfa Romeo dovevano intervenire per porre un freno ai costi fissi. Come avviene ormai da troppi anni, i cultori del marchio dovranno nuovamente stringere i denti sperando in tempi migliori. Le sforbiciate alle spese superflue non saranno però sufficienti senza un vero piano di rilancio, in cui figureranno modelli capaci di conquistare l’interesse dei clienti.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

11 ottobre 2021 - 13:35:51

Il solo taglio dei costi è sempre la strada più semplice. In mancanza di idee e volontà di rimboccarsi le maniche.

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