Nissan GTR LM NISMO è il modello Nissan progettato per la 24 Ore di Le Mans e propone qualcosa di completamente innovativo rispetto alle vetture presentate finora.
La nuova auto scenderà in pista nella categoria LM P1 del Campionato Mondiale Endurance FIA, la più elevata nel campo delle corse automobilistiche. Dopo la gara inaugurale di Silverstone (Regno Unito) il 12 aprile, la kermesse toccherà altre tappe europee, da Spa in Belgio alla 24 Ore di Le Mans e il Nürburgring tedesco, per poi proseguire in tutto il mondo tra Stati Uniti, Cina e Medio Oriente.
Frutto di una collaborazione globale, la Nissan GTR LM NISMO è stata creata da un team di esperti attentamente selezionati tra Giappone, Stati Uniti ed Europa. A differenza delle altre vetture LM P1, il motore biturbo benzina V6 da 3 litri si colloca sul davanti di questa GTR a trazione anteriore, mentre la potenza ibrida derivante dalla trasmissione anteriore incrementa l’accelerazione.
Caratteristiche tecniche
Ben Bowlby, Direttore tecnico e Responsabile team per la categoria LM P1, descrive la nuova Nissan GTR LM NISMO con queste parole: “L’alimentazione è affidata a un motore biturbo benzina V6 da 3 litri, una soluzione tradizionale ma dai tratti avanzatissimi. Essendo estremamente efficiente, questo motore è in grado di erogare molta potenza (circa 550 CV) pur rispettando il limite di portata carburante previsto. Il limite di portata carburante è una delle nuove regole del circuito di Le Mans: il vincolo non è dato dalla capacità del motore, né dalla pressione di sovralimentazione, né dai giri/min del motore, bensì dai grammi di carburante al secondo che si possono bruciare. Insomma, maggiore sarà l’efficienza del motore, maggiore sarà la potenza: la quantità di carburante da bruciare rimane sempre la stessa, a prescindere dal livello di efficienza, ma un motore molto efficiente saprà garantire una potenza elevata. Oggi consumiamo una quantità di carburante inferiore, circa il 30% in meno rispetto per esempio a un motore benzina di quelli visti a Le Mans nel 2013“.
Sistema ERS per la Nissan GTR LM NISMO
Oltre al motore benzina che eroga circa 550 CV, la nuova Nissan GTR LM NISMO si avvarrà di un sistema di recupero dell’energia cinetica (ERS): rallentando la corsa dell’auto in vista di una curva imminente, è possibile così ricavare energia. “A quel punto – prosegue Bowlby – possiamo impiegare l’energia immagazzinata per accelerare al termine della curva e dal momento che il sistema di recupero può rilasciare l’energia accumulata con molta rapidità, la potenza sarà estrema“.
“Dividendo l’energia per la relativa velocità di rilascio, ecco che si ottiene la potenza. Se rilasciata nell’arco di un’intera giornata, la stessa quantità di energia basterebbe appena ad alimentare una lampadina. In poche parole, sta tutto nella velocità di rilascio dell’energia. Il nostro obiettivo è rilasciare l’energia con la massima rapidità, in modo che la vettura riprenda slancio in fretta. Il segreto è proprio questo: immagazzinare l’energia per poi rilasciarla più rapidamente possibile, cosa che rende il nostro sistema ultracompetitivo; i 700+ CV provenienti dall’ERS, infatti, si aggiungono alla forza motrice del motore endotermico, dando vita a un’auto sportiva da 1.250 CV“.
La Nissan GTR LM NISMO alla 24 Ore di Le Mans
Proponendo la Nissan GTR LM NISMO, la Casa giapponese ha scelto di interpretare il regolamento tecnico della manifestazione in chiave alternativa, realizzando un’auto con motore e trazione anteriore alimentata da un biturbo a benzina V6 da 3 litri e un sistema di recupero dell’energia cinetica. “Il regolamento della 24 Ore di Le Mans previsto per la categoria LM P1 per le case automobilistiche – continua Bowlby – presenta quattro opzioni di propulsione ibrida, definite dalla quantità di energia rilasciata dall’ERS per un singolo giro sul circuito di Le Mans (utilizzato come tracciato di riferimento). Abbiamo la classe da 2 megajoule, dove si può utilizzare un’energia massima di 2 MJ a giro e parecchio carburante. Oppure ci sono la classe da 4 MJ in cui è consentita una minore quantità di carburante e quella da 6 MJ, dove il carburante cala ulteriormente. Infine c’è la classe da 8 MJ, che prevede la minore quantità di carburante in assoluto, ma il massimo impiego dell’energia recuperata; non ci sono limiti alla potenza del sistema, conta soltanto la quantità di energia utilizzata. Ciò significa che si può scegliere se avere tantissima energia per un tempo molto ridotto o, viceversa, pochissima energia per un periodo prolungato“.
“L’energia generata dal carburante, anch’essa misurata in megajoule, viene ripartita proporzionalmente ai megajoule derivanti dall’ERS. Gli enti preposti (FIA e ACO) hanno elaborato questi parametri in maniera tale che chi sceglie di recuperare più energia e di usare poi l’energia immagazzinata si ritrovi con un’energia complessiva superiore, nonostante la leggera riduzione dell’energia generata dal carburante. Maggiori saranno i megajoule a disposizione, maggiore sarà la velocità. Un megajoule vale un certo tempo a giro, perciò le auto da 8 MJ dovrebbero percorrere il tracciato più velocemente rispetto a quelle da 2 MJ”.
“La sfida – conclude Bowlby – consiste nell’installare un sistema di recupero dell’energia potente e ben articolato, ma senza sforare il limite di peso, cosa alquanto problematica. Sarà estremamente impegnativo mantenere l’obiettivo di 880 chili fissato per il 2015, visto che metà del peso è dato dal sistema di propulsione, cioè motore, ERS e trasmissione. Insomma, le difficoltà non mancheranno“.