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Internet si trasforma in una vera e propria Droga

L'assuefazione a Internet è ormai paragonabile a quella che succede nell'assunzione di stupefacenti. Lo ha affermato il gruppo Pompidou, l'organo del Consiglio d'Europa specializzato nell'elaborazione di politiche anti-droga.

Internet e Social
Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 12:45

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Internet si trasforma in una vera e propria Droga

Sono davvero preoccupanti le stime che arrivano dal Consiglio d’Europa. Tra l’1,5% e l’8,2% degli utilizzatori di Internet sono assuefatti a tale uso.

Non si tratta di un godimento naturale e spontaneo, la classica “oretta” trascorsa su Internet a usufruire dei mezzi tecnologici e della “navigazione”, ma di una vera e propria patologia che sta diventando sempre più allarmante e che coinvolge tanti ragazzi. “

Che si tratti di trascorrere ore a giocare, a scommettere, a utilizzare applicazioni o navigare, tutti i dati raccolti dalla comunità medica confermano che l’assuefazione a internet si è trasformata in un vero problema ed è una patologia“, così Thomas Kattau, vice segretario esecutivo del gruppo Pompidou che è impegnato nella battaglia a tale malattia.

A rendere tutto più devastante, e a incutere anche timore, è la scoperta che c’è chi assume anfetamine per essere sempre più ore online. Un legame che si sta creando, pericoloso e spesso letale, è quello tra l’uso della droga e la sua finalità di rimanere incollati davanti al Pc, scommettendo, giocando, e navigando in qualsivoglia sito. Imbottirsi di droga per poter continuare a navigare.

Il funzionario del Consiglio Esecutivo europeo ha poi affermato che alcuni Stati sono a conoscenza del problema che affligge questa percentuale di persone. Ma, per un problema di costi, che diventerebbero elevati, sono restii a riconoscere la gravità e la serietà di questo problema. Al contrario l’Italia ha messo sul tavolo il problema, sollevandolo di fronte all’organo europeo che, nei prossimi mesi, cercherà di trovare una soluzione ad un problema sempre più serio.

Una di queste soluzioni potrebbe essere, in collaborazione con Google, di individuare un algoritmo che possa consentire di limitare le ore trascorse online, in particolare per le attività legate all’assunzione di droghe. Speriamo, naturalmente, si possa trovare un rimedio adeguato a questo uso sbagliato di Internet.

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Cosa ne pensa l’autore
Riccardo Troiani

Riccardo Troiani - Sono sconvolgenti le stime del Consiglio Europeo. Non c'è dubbio. La cosa preoccupante, inoltre, è che, da parte di qualche Stato, ci sia la volontà di non risolvere la cosa mettendo davanti al carro il Dio Denaro. Meglio, invece, la salute delle persone. Navigare è utile, è divertente, ma fino a un certo punto. Occhio!

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