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Gab, il social network usato dal killer di Pittsburgh

Conta circa 460.000 utenti, tra i quali compaiono sostenitori di teorie del complotto e membri bannati dalle altre piattaforme. Questo è il social usato dal killer della sinagoga di Pittsburgh.

Internet e Social
Pubblicato il 28 ottobre 2018, alle ore 18:08

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Gab, il social network usato dal killer di Pittsburgh

Nato come alternativa a Twitter e contrapposto ad esso, si presenta come un social network che garantisce la libertà di parola, la libertà individuale, e il libero flusso di informazioni online. Questo social è lo stesso usato dal killer di PittsburgRobert Bowers. Dopo la strage, la piattaforma ha comunicato che di aver già sospeso l’account dell’assassino. 

Creato nel 2016 da Andrew Torba, con sede a Philadelphia, Gab ha avuto come scopo fin dall’inizio quello di offrirsi come strumento alternativo al taglio di sinistra presente sui social network. La libertà di espressione, di cui si è auto eletto difensore, però gli si è scagliata contro. Gli sono infatti mosse delle gravi accuse, ossia di non aver moderato correttamente e scrupolosamente i post antisemiti del killer Bowers. 

Questa non è la prima volta che al social vengono mosse delle accuse così pesanti. Il social è diventato il covo di sostenitori di teorie del complotto, di suprematisti bianchi, e di membri della cosiddetta alt-right bannati da altre piattaforme. Già nel 2016, erano stati presi dei provvedimenti per bloccare questo social.

Bloccato da Google e dal 2016 è vietato dall’app store di Apple a causa di contenuti pornografici e densi di odio, nelle ore successive al massacro della sinagoga di Pittsburgh, anche PayPal ha deciso di interrompere i rapporti con il social network. Ha circa 460mila utenti ma, come sottolineato dallo stesso Gab con un post su Twitter, “probabilmente andrà offline per qualche settimana a causa di questo episodio”.

Joyent, il servizio di hosting che gli permette di stare su internet, ha comunicato, infatti, l’intenzione di sospenderlo dal web. Il rischio di essere bannato da internet, però, non sembra scalfire la filosofia di Gab, che ha ribadito il suo impegno nel continuare a lottare per la libertà di espressione e la libertà individuale, sul web, di tutte le persone. 

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - I social network ormai rappresentano un elemento integrante della nostra vita reale. Passiamo molte ore al giorno sui social per postare messaggi, video, foto. Costituiscono uno strumento di comunicazione indispensabile ormai, ragion per cui, queste piattaforme hanno il dovere di controllare scrupolosamente tutti i messaggi sospetti che circolano ogni giorno su internet.

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