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Facebook: nuove strategie contro bug e disinformazione

Facebook, il più diffuso social al mondo, ha annunciato diverse strategie per combattere le due maggiori piaghe che lo affliggono: i bug, e la disinformazione (anche in vista delle elezioni americane di medio termine). Ecco di cosa si tratta.

Internet e Social
Pubblicato il 17 settembre 2018, alle ore 10:53

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Facebook: nuove strategie contro bug e disinformazione

Facebook, il social network più popolare al mondo, con poco più di 2 miliardi di iscritti, incorre frequentemente in due tipologie di problemi, i bug, e la disinformazione: proprio per risolvere queste emergenze, Menlo Park ha annunciato una discreta serie di contromisure.

Innanzitutto, è noto l’interesse di Zuckerberg per l’intelligenza artificiale. Dopo diverse acquisizioni in merito, si vedono i primi frutti di questa “passion”, nella correzione di bug: Facebook, infatti, sta testando due tool, Sapienz e SapFix, in grado di riparare automaticamente le falle più comuni. In pratica, il primo testa il software e rileva eventuali bug, passandoli al secondo che genera delle righe di codice stabile per correggere il problema, valutando – in seguito – l’eventuale persistenza dei crash, o l’insorgere di complicazioni (es. riavvii improvvisi del device o arresti anomali dell’app).

Nel caso nulla di tutto ciò avvenga, la patch viene spedita, per l’approvazione, ai revisori umani e, alla fine, viene distribuita automaticamente ai vari device (per ora solo Android). Al momento, si attende la conclusione dell’esperimento, per poter vedere Sapienza e SapFix poter agire su più ampia scala.

Non mancano, tuttavia, anche le novità in merito alla disinformazione: nei mesi scorsi, Facebook comunicò d’aver chiuso circa 650 elementi, tra account e pagine, che mentivano sulla propria reale identità in modo da forviare le altrui convinzioni e, in ottica preventiva, mostrò interesse verso la britannica Bloomsbury AI, sviluppatrice di una nuova tecnologia per l’analisi (più rapida) del linguaggio naturale.

Datosi, però, che i tempi stringono, e le elezioni di midterm americane incombono (6 Novembre), Zuckerberg ha comunicato che il sistema di fact checking relativo a foto e video, messo in piedi con France-Presse, ed annunciato a marzo da Tessa Lyons, product manager del social, godrà di 27 nuovi partner esterni adibiti alla verifica delle informazioni, e sarà esteso ad altri 17 paesi: per l’occasione, il management in blu ha ricordato che la tecnologia in questione è in grado di scoprire 3 fattispecie di fake news visuali (contenuti fuori contesto, manipolati/inventati, citazioni falsificate/errate) migliorandosi di volta in volta grazie al machine learning.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - La novità relativa alla auto-correzione dei bug è molto interessante: in ottica preventiva, la si potrebbe definire quasi come una vaccinazione software che, in sintesi, metterebbe in seria difficoltà i cacciatori di vulnerabilità e gli hacker. Quanto alla lotta per le fake news, l'estensione dei controlli anche a video e foto è certo molto utile ma, in ogni caso, persiste la sensazione che Facebook stia svuotando la nave che affonda con un cucchiaino...

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