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Striscia la Notizia: all’estero “votano anche i morti”

Il tg satirico di Antonio Ricci denuncia possibili brogli nel voto degli italiani all’estero. In Australia schede elettorali inviate anche alle persone decedute

Televisione
Pubblicato il 9 marzo 2018, alle ore 23:16

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Striscia la Notizia: all’estero “votano anche i morti”

A meno di una settimana dalla chiusura delle urne, in attesa che inizino le consultazioni per la formazione del nuovo Governo, arrivano alcuni sospetti di brogli su una parte dei voti degli italiani all’Estero. Dopo la trasmissione televisiva Le Iene, che aveva documentato una vendita di voti oltre frontiera e scarsi controlli durante le operazioni di spoglio di questi voti, tocca adesso a Striscia la Notizia, denunciare presunte irregolarità nel voto in Australia.

Nel servizio curato dall’inviato pugliese Pinuccio, prende la parola Nicola Brienza, candidato al Senato nella lista Civica Popolare Lorenzin per la ripartizione Asia, Africa, Oceania e Antartide, che racconta di anomalie nel voto degli italiani residenti in Australia. Come è noto, i nostri connazionali, che vivono oltre frontiera, ricevono un plico con le schede elettorali, che dovranno poi restituire per posta, dopo aver indicato la propria preferenza.

Secondo Brienza, se in Cina, dove vive, la consegna dei plichi è molto rigorosa, e occorre presentare il proprio passaporto, per ritirare le schede, in Australia la situazione è completamente diversa. Le buste vengono consegnate come semplice corrispondenza, imbucandole nelle cassette della posta. Ma poiché l’Australia è un paese molto civile con pochi reati, le abitazioni sono prive di recinzioni, per cui è possibile che qualche malintenzionato possa sottrarre il plico elettorale.

Durante il servizio vengono mostrate alcune immagini che testimonierebbero come sia facile recuperare le schede elettorali, ma, secondo Brienza, sarebbe altrettanto semplice verificare, con una perizia calligrafica, che sia stata una stessa mano a compilare più schede, visto che all’Estero oltre alla croce sul simbolo, va scritto di proprio pugno il nome del candidato.

Infine il candidato denuncia che continuano a pervenire plichi anche a persone defunte, la cui scomparsa viene comunicata al Governo australiano , ma sovente non viene comunicata all’Ambasciata italiana. Secondo Brienza, “i morti continuano a votare”, o meglio qualcuno lo fa per loro e auspica che la Procura possa indagare sulla faccenda.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Dietro le elezioni c’è molto interesse, e a volte questo interesse arma gente con pochi scrupoli, che cerca con mezzi poco leciti di recuperare quanti più voti possibili. Mi fa sorridere che nell’era della digitalizzazione, non ci sia uno scambio di informazioni tra due governi per comunicare che una persona è deceduta.

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